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| da una nota dell'amico Pier Emilio Calliera: un
ritrovamento antichissimo in territorio di Gattinara. Per conoscere la nostra storia più antica, non ci sono documenti, non ce ne potrebbero essere, ma sono le pietre a raccontarci che nel nostro territorio vivevano i cacciatori del Paleolitico, l'età più antica della pietra lavorata, una storia affascinante e quasi sconosciuta alla maggior parte della gente, sono pochi a sapere per esempio, che le più antiche tracce lasciate dall'uomo in Piemonte sono proprio nel vercellese, parliamo di 150 mila anni fa. La scienza che studia questi segni lasciati sulle pietre dopo tanto tempo, è l'archeologia, praticata da pochissimi, per questo, poco conosciuta, ma è l'unica che può spiegare le nostre radici più antiche e l'evoluzione dell'uomo che ha cambiato il suo sistema di vita adattandolo ai mutamenti climatici e sfruttando le risorse del territorio. Non esistono razze, discendiamo tutti da uno stesso ceppo che si è evoluto, non era un paradiso terrestre, la vita era durissima e solo i più forti sopravvivevano, la vita media era di 22 anni, a Trino 150 mila anni fa sono passati gli Homo Erectus e hanno scheggiato dei grossi ciottoli di quarzo. Quando gli Erectus si sono estinti, sono comparsi gli uomini di Neanderthal (60 mila anni fa) al Fenera, vicino a Borgosesia, era un periodo freddo, nelle grotte del Fenera, oltre ai resti dell'orso speleo è stata ritrovata anche una mascella del rinoceronte di Merck, che aveva il pelo lunghissimo. Il massiccio del monte Fenera, è formato alla base da rocce antichissime ( 200 milioni di anni ), mentre il pianoro in vetta è formato da quello che era il fondo del mare antico. L'uomo nella storia della Terra, è un attimo, facendo un paragone e calcolando la storia della Terra lunga un anno, l'uomo è niente: è comparso solo nell'ultimo secondo prima della mezzanotte. Gli uomini di Neanderthal, hanno convissuto per qualche periodo con i Sapiens- Sapiens ( dovremmo essere noi ), anche se si sono accoppiati tra di loro, non avrebbero generato figli. Anche i Neanderthal si sono estinti ed ha avuto la supremazia il Sapiens- Sapiens, prima in Africa e poi in tutto il mondo, da un ceppo solo, senza razze, è passato così tanto tempo che bastava da una generazione all'altra, si fossero spostati di un metro e avrebbero fatto il giro del mondo. L'archeologia ci insegna a capire molte cose, le scoperte non sempre sono divulgate, per due motivi : non interessano a molti e poi ci sono sempre gli stupidi, in cerca di chissà quali tesori che potrebbero rovinare tutto. L'archeologia infatti, è fatta da professionisti, dotati di una pazienza infinita, che, con cazzuola e pennello fanno studi stratigrafici, in pratica il terreno di superficie è il più recente, mentre quello più profondo è il più antico. Un breve cenno sui ritrovamenti archeologici vicino a noi, nel 2002, alla frazione San Damiano di Carisio, in un campo a sud della frazione, verso il torrente Elvo sono emersi dei cocci di laterizi dalla forma strana, non presenti nei fabbricati del paese, le cui origini, sono documentate dal 1041. Dalla terra arata erano emersi anche dei cocci di ceramica scura, anche questi mai visti, non sapendo cosa fossero, sono stati fatti vedere ad un archeologo: " ma questi sono embrici romani e quella è una ceramica dei Celti che c'erano prima dei romani ". Dopo queste parole dell'archeologo, si è iniziato a raccogliere molti pezzi in superficie, senza mai scavare, un giorno è stato ritrovato un sasso lucido, di una roccia non presente in zona. Il sasso lucido è stato esaminato da Domenico Molzino di Trino, esperto di archeologia che aveva appena trovato le sepolture della civiltà di Golasecca di Morano sul Po a Pobbietto. " Ma questo è un nucleo di selce - ha spiegato Molzino - è una selce che arriva dal Veneto, in tutto il Piemonte non c'è selce, dalle schegge che sono state fatte saltare, sono stati i cacciatori del neolitico ( 6- 7 mila anni fa ) a lavorarlo ". A questo punto, tutto l'ambiente intorno è diventato mille volte più interessante, tanti nomi dei campi : " Casa Rotta, Baraggia delle Olle, Ciapei ", avevano un significato tutto particolare, dal punto di vista archeologico. Anche il campo di San Damiano dei ritrovamenti, si chiama " Chiesa Vecchia " la chiesa nessuno l'ha mai vista, ma se gli hanno dato quel nome, un motivo ci sarà. Non va dimenticato che a San Damiano il tempo si è fermato, per un paragone, la costruzione più recente, che è la cascina Nuova esisteva già nel 1580, lo sappiamo dall'archivio parrocchiale, in quell'anno si coltivava già il riso, c'erano infatti " li campi delli risi "; quindi se la chiesa viene definita vecchia: è vecchia davvero. Il nostro territorio in antico, era molto diverso dall'attuale, parliamo al tempo dei cacciatori del neolitico ( 6-7 mila anni fa ) la maggior parte del territorio era coperto da una foresta impraticabile, non c'erano strade, le strade di quel tempo erano i fiumi, per spostarsi costruivano delle canoe scavando dei tronchi e con le canoe si spostavano dietro agli animali che cacciavano, tutti i più antichi insediamenti infatti hanno una cosa in comune : sono vicini all'acqua. Proseguendo lungo l'Elvo, due chilometri più a monte, si arriva alla frazione Arro di Salussola, un campo a sud della frazione si chiama, anche quello " Chiesa Vecchia", nel 2005 stavano scavando per portare via la ghiaia, seguendo gli scavi sono comparsi due ciottoli sporchi di malta, chiedendo il permesso per indagare, dopo pochi giorni sono emerse le stupende mura della chiesa del X sec, bellissima, con il campanile e le sepolture dentro e fuori, è intervenuta la Soprintendenza, i lavori non sono stati interrotti e tutti gli abitanti erano orgogliosi di aver ritrovato la loro chiesa, prime pagine sui giornali: una bella storia. Anche a San Damiano è stata avvisata la Soprintendenza e si è scavato con loro, sono emerse delle belle cose che aspettano di essere restaurate ed esposte, sarebbe bello che fossero esposte in una apposita sala nel comune di Carisio, ma i tempi sono lunghi e adesso, in attesa di una sistemazione definitiva sono ancora a San Damiano, meta di visite di diversi appassionati e di scolaresche che imparano una pagina importante della nostra storia, che non è scritta sui libri di testo. Per quanto riguarda Santhià, è stato fatto un ritrovamento alla cascina Salute, dove sono emerse ceramiche di epoca romana; alla cascina Pragilardo invece, è emerso un tintinnabulum in bronzo, di epoca romana, è unico al mondo, è conservato al museo Leone di Vercelli. Tra Gattinara e Lenta nel 2008, durante gli scavi per un metanodotto che è passato lungo la Sesia, è emerso un grande frammento di un orcio dell'età del bronzo (3- 3.500 anni fa, è il più antico della zona) il luogo del ritrovamento è stato segnalato alla Soprintendenza e siamo in attesa di uno scavo, poiché il frammento è relativo ad un insediamento. Carisio 1 gennaio 2011. Pier Emilio Calliera
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