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Sorgono così i castelli di San Sebastiano, il Castellazzo, sito nei pressi della salita che porta a San Bernardo, e un primo
maniero ove sorge la Torre delle Castelle.

Il castello di San Lorenzo rimane
come luogo fortificato fino all'epoca comunale.
Con la fondazione dell'attuale
borgo, voluta dal Comune di Vercelli, i castelli e gli insediamenti della bassa
fascia collinare vanno in declino fino alla decadenza completa.
San Sebastiano
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Per un certo periodo il Castello di San
Lorenzo è conteso tra il Vescovo di Vercelli ed i podestà dello stesso
Comune, per ottenere il controllo e la sorveglianza dell'alto vercellese
e della bassa Valsesia. Pian Cordova fu, nel XIV sec, luogo
di riparo per Fra Dolcino, perseguitato come eresiarca, fuggito con i suoi
seguaci dalla pianura ad ambienti più isolati e meglio difendibili. Un tratto
di sentiero che corre in cresta, dopo la Pietra Romanesca sino alla Rusca Randa,
per poi proseguire in territorio di Serravalle verso la Pietra Groana e la
Valsesia, segnalato per intero dal CAI, è denominato di Fra Dolcino, poiché
questi se ne servì per fuggire, senza passare nei paesi della valle a lui
ostili. Una breve dominazione dei Marchesi del Monferrato, intorno al '400, vide
un momento di splendore per il maniero della Torre, che fu ripreso ed ampliato
per farne una roccaforte come testa di ponte per i Marchesi che, però, presto
dovettero abbandonare le loro mire espansionistiche verso queste zone. Dopo
questo periodo la collina fa storia solo grazie alla produzione del vino
Gattinara, portato su molte tavole illustri.


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