
e personaggi insigni,
fatti , storie
di Gattinara e
dintorni
La
storia, o la leggenda, che parla delle nostre terre e delle nostre genti,
ci trova sempre estremamente curiosi. Per anni il saggio di D. Massimo Milano
"I santi delle nostre terre, ed un eresiarca" era stato il riferimento anche per la nostra
attività di ricerca.
La Gattinara
di oggi vanta una notevole produzione letteraria, dal libro di storia locale ai
trattati di livello universitario, nazionale ed internazionale. Qui di seguito
troviamo una rassegna di personaggi noti, originari della città, qualcuno
residente, altri in giro per il mondo.
FAVOLA DELLE COSE ULTIME di Sergio Givone
Dopo aver insegnato nelle università di Perugia e di Torino e dopo un soggiorno triennale di ricerca presso l'università di Heidelberg è attualmente ordinario di Estetica nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Firenze.
Fa parte del comitato scientifico di riviste quali "aut-aut", "Iride", "Studi tedeschi" ed è condirettore di "Paradosso".
Fra le sue pubblicazioni più recenti:
Sergio Givone è fratello di Don Franco Givone, Parroco di Gattinara. Il libro narra dei contadini della Baraggia, e, ironia della sorte, uno dei personaggi principali è il Munsgnûr, Vicario di Gattinara.
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Una corposa biografia di Padre Russo. Ormai non sono molti i gattinaresi che ricordano la presenza (non sempre compresa) dei Padri Bianchi al Santuario di Rado, negli anni tra l'inizio della guerra ultima e il periodo della Resistenza. Padre Russo fu una figura leggendaria di quel periodo e tanta gente, di una parte e dell'altra, gli deve la vita per la sua opera di intermediazione tra tedeschi, fascisti, e partigiani. Il santuario di Rado in quell'epoca fu praticamente luogo franco di scambio di prigionieri. Strano che a Gattinara Padre Russo non sia mai stato ricordato in questi ultimi decenni successivi alla guerra! Per inciso, da piccolo Padre Russo era stato scout a Catania, prima dello scioglimento dell'Associazione scout da parte del regime fascista. |
MEMORIE GATTINARESI di Marialuisa Zambelli
e Autori Vari
come dice il titolo, il libro, interessantissimo, è la ricostruzione della storia più o meno recente di Gattinara, attraverso episodi ed aneddoti, cioè la memoria storica del Borgo attraverso i secoli.
REBUS INFINITO di Marialuisa Zambelli, EOS Editrice.
La storia narrata è quella di Edna, una ragazza di provincia, che vuole evolversi e confrontarsi con la vita in una grande città affrontando nuove esperienze che la aiuteranno a crescere. Tra i temi all'interno del romanzo troviamo il ritorno al passato, i riferimenti alla superstizione di paese, alla tradizione popolare e al rapporto con la natura, nonchè la ricerca del divino.Forte e la presenza del sogno e del tema del viaggio, il tutto raccontato con un linguaggio accattivante e stimolante che invita alla lettura di una storia tutta al femminile. (P.Crevola-Corriere Valsesiano).
MATE O NON MATE Chi a Gattinara non sa di
Arturo Gibellino? Scrittore, pittore,
archeologo, ricercatore e dialettologo. Un personaggio
che sopra i 90, è l'esempio più eclatante del rapporto tra
arte, cultura ed esperienza di vita. Questo volume, autobiografico, è
l'ultima fatica di Gibellino e narra, in forma autobiografica, le vicende
e la storia dell'emigrazione italiana in Sudamerica, e particolarmente
in Argentina. Il Libro è dedicato a tutti gli emigranti italiani
che sognano sempre di tornare in patria: Gibellino è tornato dal Sud
America, ma
gli emigranti italiani, o i loro figli, all'estero sono probabilmente
più degli italiani in patria. Di Gibellino ricordiamo l'opera che
per noi è fondamentale, ed è il
VOCABOLARIO
GATTINARESE
ITALIANO (1986).
Fondamentale perché riferimento concreto per la cultura locale,
che diversamente e fatalmente finirebbe per annacquarsi e perdere le proprie
caratteristiche. Comunque a Gattinara esiste anche una Associazione culturale
molto feconda nella propria attività, l'unica che potrà proiettare
nel futuro lo spirito e l'opera di Gibellino. Una ultima annotazione, come
e' stato detto da don Givone (che è uno che se ne intende!...):
"Proprio la cultura è la forza aggregante di una comunità,
ciò che la rende viva, e Arturo Gibellino è profondamente
consapevole di questa cultura, ma non chiuso in essa, ma non chiuso in
essa, anzi curioso di sempre nuovi contatti, perché solo attraverso
l'interscambio con altre culture ci si arricchisce e si matura"
Esattamente quanto è scritto nella nostra pagina index!
E che fa di Gibellino un nostro Maestro!
RADICI
STORICHE DI GATTINARA di Arturo Gibellino
"Questo libro è nato per caso, come per caso succedono tante cose nella nostra vita.Tutte queste avventure artistiche e letterarie mi sono capitate perché ero e sono diverso, animato da necessità diverse, che vanno oltre il contingente.Un libro nasce come un quadro, con l'ambizione di essere un'opera d'arte. Attraverso le fotografie di molti dettagli della torre, mi ero proposto di insegnare a guardare, ioè di andare oltre il semplice vedere, che non lascia traccia nel cervello, come una pellicola che scorre, ma non viene impressionata, da lì il discorso si è ampliato, riprendendo le rovine e i setti del Borgo."
Altri titoli: 1975, Dialèt e küstummi ad Gatinèra, 1976:una raccolta di favole in dialetto: Listory d'Gatinèra, 1978:l'autobiografia Strade. 1990:un volume dialettale composto da 398 racconti, 9 tavole a colori e 45 illustrazioni in bianco e nero, Drollu e druladi ad Gatinèra. Un'opera teatrale: La Causa dla natta dal barlett.

RASCHET di Noris Cametti Ponzana
Sono grappolini di uva che rimangono attaccati alle viti dopo la vendemmia e assumono un colore scuro ed un sapore dolce, unico. Sono così chiamati anche i racimoli del grappolo, ad esempio si dice "dammi 'an raschet d'uva", ma per me, i miei ricordi sono proprio come dei "raschéc", ricercati tra le foglie della memoria.
I MIEI PRIMI UNDICI ANNI
Da allora tanti undici anni ho compiuto, vissuto, e ora dentro di me, preme la voglia di raccontare della mia prima infanzia, con la mia famiglia, nonni, bisnonni, e mettere in pratica la così detta "trasmissione orale" che si fa sempre meno, perché c'è meno tempo o perché il tempo è riempito da tante altre cose, come televisione, cartoni, sport, film. L'ho fatto con parole semplici come se a parlare fosse veramente la bambina di undici anni che è rimasta dentro di me. Sono convinta che raccontando le cose del passato, escono fuori valori fondamentali che mettono in evidenza figure che sono state formative per la nostra personalità.
Noris Cametti Ponzana, originaria di Gattinara, vive a Modena. In questo libro si rivive l'atmosfera della Gattinara anni '40, un tempo ormai lontano, che per alcuni di noi, a parte la guerra per chi l'ha vista da vicino, rimane un lieto ricordo delle proprie origini e della propria infanzia.
Con l'Abito di Velluto nero la Signora Noris ha scritto un ricordo che è una lettera per i figli. Sono i ricordi di una vita trascorsa dalle radici di Gattinara, quindi Vercelli, Campobasso per approdare a Modena. Tutta una famiglia qua e là per l'Italia seguendo il padre militare. Quindi una lettera "scritta con tutto l'amore possibile che dirà a loro tutto ciò che non potrò più dire a voce, ...sarà una porta aperta verso la casa dei ricordi, dei giorni, delle ore passate insieme."
SAN
PIETRO. CHIESA PARROCCHIALE DEL BORGO DI GATTINARA di
Fulvio Caligaris
Nel tempo in cui si procede al restauro della Cupola della Chiesa di San Pietro, ci pare doveroso citare l'opera di Fulvio Caligaris, che oltretutto era stata edita nel 1996 con lo scopo preciso di raccogliere fondi proprio per i lavori più urgenti della Chiesa. Il volume, veramente bello e profondo nella ricerca storica, è scritto da un Architetto con competenza e con documentazione in parte inedita. Ovviamente la parte fotografica è di tutto rilievo: ricordo Fulvio fin da giovane alle prese con grandangolari e teleobbiettivi. La foto di copertina: per ottenerla ha dovuto impegnare giorni interi per scattare l'attimo in condizioni particolari di luce. Recentemente Fulvio Caligaris ha diretto i lavori di restauro della Cupola.
Francesco Patriarca: Remote immagini . Una raccolta di cartoline, fotografie, immagini, circa 230 sulla Gattinara dall'inizio del secolo scorso fino agli anni '50-'60.
Arnaldo Colombo: giornalista e scrittore rovasendese: Gattinara: vino e campioni Doc, la storia dello sport a Gattinara dall'epoca del famoso "tampaston" del 1905 fino ai tempi più recenti.
| Vive a Bologna, a Gattinara ci torna spesso in C.Valsesia 39, d'estate
lo trovate ad Alagna, nei mesi estivi gira per il Tibet, 40 anni fa era stato uno della banda che aveva dato
inizio all'attività del Gruppo scout. E' il candidato ideale alla
nomination di Gattinarese nel mondo, quando mai si farà ancora!
Bazzicando qua e là nel WEB abbiamo trovato delle citazioni sulla sua produzione bibliografica, molto profonda e feconda: se qualcuno ha letto questi suoi scritti, sicuramente è un eletto nel mondo dell'alta cultura: Bonola Gianfranco, "Sola Scriptura": l'ermeneutica di Spinoza nelle sue linee essenziali. Bonola Gianfranco, La proposta ermeneutica radicale di Lodwijk Meijer. Bonola Gianfranco, Un filo scoperto. Tracce dell'attenzione dell' "Aufklarung" teologica per il razionalismo radicale. Bonola Gianfranco, La peculiarità irriducibile. La Scrittura nella disputa su cristianesimo ed ebraismo tra F. Rosenzweig e E. Rosenstock-Huessy. Bonola Gianfranco, Quale lingua per la Parola? S.Kracauer, M.Buber e F. Rosenzweig sulla Bibbia in tedesco. Bonola Gianfranco, Il Paradiso dei nomi. Benjamin interprete di Genesi 1-3 (1916). Saggio su Heidegger: ( F. Rosenzweig,) La stella della redenzione, (a cura di Gianfranco Bonola), Marietti, 359-405. E per concludere ecco un programma dei suoi corsi che tiene all'Università di Bologna. Vedere per credere!:
Una prima parte delle lezioni, a carattere introduttivo, sarà
dedicata a mettere a fuoco alcuni snodi caratteristici del costituirsi
dell’idea di storia in occidente, per cui si terranno presenti :
Per una introduzione al tema del corso sono altresì consigliati:
Ulteriore bibliografia sarà fornita durante il corso. Il programma d’esame per i frequentanti sarà precisato alla fine delle lezioni. L’esame per gli studenti impossibilitati a frequentare, che sono pregati
di prendere contatto con il docente, si svolgerà invece con la seguente
struttura:
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E non da meno e' il fratello,
l'Egr.
Prof.
Massimo Bonola,
insigne filosofo al Liceo di Varallo,
Presidente della storica Biblioteca Farinone-Centa, quindi centro di animazione
culturale della Valle. Massimo e' stato nostro Capo negli anni '70, lo
ricordo ragazzino che faceva la Promessa su a S.Grato, compagno di mille
avventure nella vita di Clan di quegli anni. In tempi più recenti
è conosciuto dai ragazzi di Gattinara che frequentano il Liceo di
Varallo. Sui giornali locali lo vediamo spesso quale fautore di iniziative
culturale di rilievo.Questa
è una veloce nota biografica tratta da "Notizia Oggi", 1997:
Massimo Bonola, nato a Gattinara, risiede a
Varallo. Laureato in Filosofia all'Università degli studi di Torino, è stato
allievo di Gianni Vattimo e si è specializzato nell'ambito della
filosofia moderna e
contemporanea di area tedesca. Ha tradotto e curato presso diversi editori
italiani opere di Kant, Heidegger, Gadamer. Ha al suo attivo diverse
pubblicazioni apparse su riviste specializzate italiane e straniere (la più
recente è il saggio "In cerca di un destino. Heidegger sulle tracce di Nìetzsche
e Hölderlin negli anni della svolta", Cortina, Milano 1996). Docente di
filosofia e storia al Liceo ginnasio D'Adda di Varallo, è stato presidente della
biblioteca civica «Farinone Centa»di Varallo. In ambito locale si interessa di
storia dei movimenti culturali valsesiani tra Sette e Ottocento
e di storia della civiltà
alpina di lingua tedesca. Ha curato recentemente il volume di Pietro Calderini
«La Valsesia considerata sotto i suoi vari, aspetti».Massimo Bonola è uno dei massimi studiosi italiani del filosofo tedesco Martin Heidegger. Sua e' l'edizione, presso Einaudi, del carteggio "Arendt-Heidegger Lettere dal 1925 al 1975" (Klostermann).
Nelle mani della Nazione. L’eversione dell’asse ecclesiastico di Varallo (1801-1814) Tra il 1801 e il 1814 la rivoluzione di Francia, portata oltre le Alpi dalle vittoriose armate di Napoleone, istituì il Regno d'Italia cui fu aggregata la parte maggiore della Valsesia compresa Varallo. In tutto il territorio italico furono avviate molteplici riforme amministrative, giuridiche, economiche e sociali, non trascurando, per la sua evidente importanza, anche la sfera religiosa, che costituiva infatti uno dei fondamenti delle società di antico regime.
La città di Varallo, ricca di
istituzioni religiose e di una storia ecclesiale plurisecolare, fu investita da
una tempesta di provvedimenti di soppressione, esproprio e secolarizzazione del
patrimonio ecclesiastico che colpirono la Chiesa a tutti i livelli, dalle
confraternite devozionali e popolari fino agli ordini religiosi e al Capitolo
canonicale della Collegiata.
In una manciata di anni il volto della
città, e forse anche la sua anima, furono profondamente trasformati; nonostante
la caduta di Napoleone e l'avvio della restaurazione, gli avvenimenti di quei
brevi anni lasciarono un segno irreversibile. Per Varallo, come per il resto del
territorio italiano, era cominciata la transizione verso il mondo moderno.
Massimo Bonola, docente di storia e filosofia presso il Liceo Ginnasio D’Adda di Varallo, ha al suo attivo numerosi contributi a giornali e riviste, traduzioni dal tedesco, pubblicazioni di carattere storico locale, tra le quali ricordiamo: Pietro Calderini, La Valsesia considerata sotto i suoi vari aspetti. Saggi e discorsi, a cura di Massimo Bonola e con una prefazione di Enzo Barbano, Varallo1996; Antonio Carestia, Scritti diversi. Alpinismo,scienza e poesia di un abate valsesiano, a cura e con una introduzione di Massimo Bonola, Borgosesia 1998 e la più recente, il volume Valsesia giacobina e liberale, con una prefazione di Enzo Barbano, Lions Club Valsesia, Borgosesia 2005. Canonico Mario Perotti, Direttore dell’Archivio Storico Diocesano e dell’Archivio Capitolare di S.Maria di Novara, è membro del Comitato di redazione della rivista “Novarien” ed insegna Storia della Chiesa alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, sede di Novara. Ha all’attivo numerosi articoli e saggi di storia religiosa. Tra le pubblicazioni, oltre a quelle relative alla storia novarese, ricordiamo il volume sulla Beata Panacea, corredato dalle foto di Renato Andorno, pubblicato nel 1983. Saggi precedenti: Seminario di Le Thor 1966. - Le Thor 1966 (seminario 1966). - LT66 - in , Seminari, trad. M.Bonola e F.Volpi, Adelphi, Milano, 1992. [It] Seminario di Le Thor 1968. - Le Thor 1968 (seminario 1968). - LT68 - in , Seminari, trad. M.Bonola e F.Volpi, Adelphi, Milano, 1992. [It] Seminario di Le Thor 1969. - Le Thor 1969 (seminario 1969). - LT69 - in , Seminari, trad. M.Bonola e F.Volpi, Adelphi, Milano, 1992. [It] Seminario di Zahringen 1973. - Zahringen 1973 (seminario 1973). - Z73 - in , Seminari, trad. M.Bonola e F.Volpi, Adelphi, Milano, 1992. [It] Seminario di Zurigo. - Zurcher Seminar (seminario 1951).- ZS51 - in , Seminari, trad. M.Bonola e F.Volpi, Adelphi, Milano, 1992. [It] |
| Curiosando per la
rete con Google, se scrivete Silvana Patriarca, vi troverete pagine e
pagine di citazioni per conferenze, libri, interventi. Lei vive a New York
tra la Columbus University, la University of Florida, la John Hopkins, con
puntate in Europa da Pisa a Cambridge. She
teaches courses on Europe from the Enlightenment to the present, modern
Italy, fascism, European nationalisms, historical methods and theories. Anche
qui vediamo una vasta produzione, essenzialmente in inglese, comunque in
italiano si possono leggere due saggi presso l'Ist. per la storia della Resistenza e della Società
contemporenea: Famiglia e valori contadini nelle memorie di un agricoltore gattinarese dell'Ottocento. "l'impegno", a. IV, n. 3 ... www.storia900bivc.it/pagine/editoria/patriarca384.html Famiglie contadine a Gattinara nel '900 . "l'impegno", a. I, n. 1, dicembre 1981 e a. II, n. 1, marzo 1982. ... www.storia900bivc.it/pagine/editoria/patriarca181.html (l'impegno",
rivista dell'
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Ancora dalle Americhe, Santo Domingo. Ricordate Radio Gattinara sul finire degli anni '70? Il Direttore era l'ovviamente gattinarese: Ennio Marchetti
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| Giuseppina Scaglini | ||
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ha scoperto nella poesia un modo per comunicare sentimenti ed emozioni. Ma anche per gridare Amore alla vita prima che venga alla luce, per tenere legati i ricordi con il filo sottile di un aquilone, afferrare ad occhi chiusi. il sussurro dei vento o abbandonarsi all'ascolto del silenzio. Ha ottenuto riconoscimenti significativi e
premi prestigiosi in concorsi nazionali e internazionali. l suoi versi
compaiono nelle antologie dì poeti contemporanei. |
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