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e personaggi insigni, fatti , storie
di Gattinara e dintorni
 

           La storia, o la leggenda, che parla delle nostre terre e delle nostre genti, ci trova sempre estremamente curiosi. Per anni il saggio di D. Massimo Milano "I santi delle nostre terre, ed un eresiarca" era stato il riferimento anche per la nostra attività di ricerca.
                       La  Gattinara di oggi vanta una notevole produzione letteraria, dal libro di storia locale ai trattati di livello universitario, nazionale ed internazionale. Qui di seguito troviamo una rassegna di personaggi noti, originari della città, qualcuno residente, altri in giro per il mondo.

         


FAVOLA DELLE COSE ULTIME di Sergio Givone

Dopo aver insegnato nelle università di Perugia e di Torino e dopo un soggiorno triennale di ricerca presso l'università di Heidelberg è attualmente ordinario di Estetica nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Firenze.

Fa parte del comitato scientifico di riviste quali "aut-aut", "Iride", "Studi tedeschi" ed è condirettore di "Paradosso".

Fra le sue pubblicazioni più recenti:

               Sergio Givone è  fratello di Don Franco Givone, Parroco di Gattinara. Il libro narra dei contadini della Baraggia, e, ironia della sorte, uno dei personaggi principali è il Munsgnûr, Vicario di Gattinara.


Ivano Lideo : PADRE GIUSEPPE RUSSO (PIPPO), ed ANPI Cossato-Vallestrona

Una corposa biografia di Padre Russo. Ormai non sono molti i gattinaresi che ricordano la presenza (non sempre compresa) dei Padri Bianchi al Santuario di Rado, negli anni tra l'inizio della guerra ultima e il periodo della Resistenza. Padre Russo fu una figura leggendaria di quel periodo e tanta gente, di una parte e dell'altra, gli deve la vita per la sua opera di intermediazione tra tedeschi, fascisti, e partigiani. Il santuario di Rado in quell'epoca fu praticamente luogo franco di scambio di prigionieri. Strano che a Gattinara Padre Russo non sia mai stato ricordato in questi ultimi decenni successivi alla guerra!

Per inciso, da piccolo Padre Russo era stato scout a Catania, prima dello scioglimento dell'Associazione scout da parte del regime fascista.


            MEMORIE GATTINARESI di Marialuisa Zambelli e Autori Vari

 come dice il titolo, il libro, interessantissimo, è la ricostruzione della storia più o meno recente di Gattinara, attraverso episodi ed aneddoti, cioè la memoria storica del Borgo attraverso i secoli.

REBUS INFINITO di Marialuisa Zambelli, EOS Editrice.

La storia narrata è quella di Edna, una ragazza di provincia, che vuole evolversi e confrontarsi con la vita in una grande città affrontando nuove esperienze che la aiuteranno a crescere. Tra i temi all'interno del romanzo troviamo il ritorno al passato, i riferimenti alla superstizione di paese, alla tradizione popolare e al rapporto con la natura, nonchè la ricerca del divino.Forte e la presenza del sogno e del tema del viaggio, il tutto raccontato con un linguaggio accattivante e stimolante che invita alla lettura di una storia tutta al femminile. (P.Crevola-Corriere Valsesiano).

 


        MATE O NON MATE  Chi a Gattinara non sa di Arturo Gibellino? Scrittore, pittore, archeologo, ricercatore e dialettologo. Un personaggio che sopra i 90, è l'esempio più eclatante del rapporto tra arte, cultura ed esperienza di vita. Questo volume, autobiografico, è l'ultima fatica di Gibellino e narra, in forma autobiografica, le vicende e la storia dell'emigrazione italiana in Sudamerica, e particolarmente in Argentina. Il Libro è dedicato a tutti gli emigranti italiani che sognano sempre di tornare in patria: Gibellino è tornato dal Sud America, ma gli emigranti italiani, o i loro figli, all'estero sono probabilmente più degli italiani in patria. Di Gibellino ricordiamo l'opera che per noi è fondamentale, ed è il VOCABOLARIO GATTINARESE ITALIANO (1986). Fondamentale perché riferimento concreto per la cultura locale, che diversamente e fatalmente finirebbe per annacquarsi e perdere le proprie caratteristiche. Comunque a Gattinara esiste anche una Associazione culturale molto feconda nella propria attività, l'unica che potrà proiettare nel futuro lo spirito e l'opera di Gibellino. Una ultima annotazione, come e' stato detto da don Givone (che è uno che se ne intende!...): "Proprio la cultura è la forza aggregante di una comunità, ciò che la rende viva, e Arturo Gibellino è profondamente consapevole di questa cultura, ma non chiuso in essa, ma non chiuso in essa, anzi curioso di sempre nuovi contatti, perché solo attraverso l'interscambio con altre culture ci si arricchisce e si matura"
Esattamente quanto è scritto nella nostra pagina index! E che fa di Gibellino un nostro Maestro!

 

RADICI STORICHE DI GATTINARA di Arturo Gibellino

"Questo libro è nato per caso, come per caso succedono tante cose nella nostra vita.Tutte queste avventure artistiche e letterarie mi sono capitate perché ero e sono diverso, animato da necessità diverse, che vanno oltre il contingente.Un libro nasce come un quadro, con l'ambizione di essere un'opera d'arte. Attraverso le fotografie di molti dettagli della torre, mi ero proposto di insegnare a guardare, ioè di andare oltre il semplice vedere, che non lascia traccia nel cervello, come una pellicola che scorre, ma non viene impressionata, da lì il discorso si è ampliato, riprendendo le rovine e i setti del Borgo."

Altri titoli: 1975, Dialèt e küstummi ad Gatinèra, 1976:una raccolta di favole in dialetto: Listory d'Gatinèra, 1978:l'autobiografia Strade. 1990:un volume dialettale composto da 398 racconti, 9 tavole a colori  e 45 illustrazioni in bianco e nero, Drollu e druladi ad Gatinèra. Un'opera teatrale: La Causa dla natta dal barlett.

 

 


                             

RASCHET di Noris Cametti Ponzana

Sono grappolini di uva che rimangono attaccati alle viti dopo la vendemmia e assumono un colore scuro ed un sapore dolce, unico. Sono così chiamati anche i racimoli del grappolo, ad esempio si dice "dammi 'an raschet d'uva", ma per me, i miei ricordi sono proprio come dei "raschéc", ricercati tra le foglie della memoria.

I MIEI PRIMI UNDICI ANNI

Da allora tanti undici anni ho compiuto, vissuto, e ora dentro di me, preme la voglia di raccontare della mia prima infanzia, con la mia famiglia, nonni, bisnonni, e mettere in pratica la così detta "trasmissione orale" che si fa sempre meno, perché c'è meno tempo o perché il tempo è riempito da tante altre cose, come televisione, cartoni, sport, film. L'ho fatto con parole semplici come se a parlare fosse veramente la bambina di undici anni che è rimasta dentro di me. Sono convinta che raccontando le cose del passato, escono fuori valori fondamentali che mettono in evidenza figure che sono state formative per la nostra personalità.

Noris Cametti Ponzana, originaria di Gattinara, vive a Modena. In questo libro si rivive l'atmosfera della Gattinara anni '40, un tempo ormai lontano, che per alcuni di noi, a parte la guerra per chi l'ha vista da vicino, rimane un lieto ricordo delle proprie origini e della propria infanzia.

 

 

Con l'Abito di Velluto nero la Signora Noris ha scritto un ricordo che è una lettera per i figli. Sono i ricordi di una vita trascorsa dalle radici di Gattinara, quindi Vercelli, Campobasso per approdare a Modena. Tutta una famiglia qua e là per l'Italia seguendo il padre militare. Quindi una lettera "scritta con tutto l'amore possibile che dirà a loro tutto ciò che non potrò più dire a voce, ...sarà una porta aperta verso la casa dei ricordi, dei giorni, delle ore passate insieme."


SAN PIETRO. CHIESA PARROCCHIALE DEL BORGO DI GATTINARA di Fulvio Caligaris

Nel tempo in cui si procede al restauro della Cupola della Chiesa di San Pietro, ci pare doveroso citare l'opera di Fulvio Caligaris, che oltretutto era stata edita  nel 1996 con lo scopo preciso di raccogliere fondi proprio per i lavori più urgenti della Chiesa. Il volume, veramente bello e profondo nella ricerca storica, è scritto da un Architetto con competenza e con documentazione in parte inedita. Ovviamente la parte fotografica è di tutto rilievo: ricordo Fulvio fin da giovane alle prese con grandangolari e teleobbiettivi. La foto di copertina: per ottenerla ha dovuto impegnare giorni interi per scattare l'attimo in condizioni particolari di luce. Recentemente Fulvio Caligaris ha diretto i lavori di restauro della Cupola.


 

 

Francesco Patriarca: Remote immagini . Una raccolta di cartoline, fotografie, immagini, circa 230 sulla Gattinara dall'inizio del secolo scorso fino agli anni '50-'60.


Arnaldo Colombo: giornalista e scrittore rovasendese: Gattinara: vino e campioni Doc, la storia dello sport a Gattinara dall'epoca del famoso "tampaston" del 1905 fino ai tempi più recenti.


 
Vive a Bologna, a Gattinara ci torna spesso in C.Valsesia 39, d'estate lo trovate ad Alagna, nei mesi estivi gira per il Tibet, 40 anni fa era stato uno della banda che aveva dato inizio all'attività del Gruppo scout. E' il candidato ideale alla nomination di Gattinarese nel mondo, quando mai si farà ancora!
Signori ecco voi l'Ill.mo Prof. Gianfranco Bonola.
Bazzicando qua e là  nel WEB  abbiamo trovato delle citazioni sulla sua produzione bibliografica, molto profonda e feconda: se qualcuno ha letto questi suoi scritti, sicuramente è un eletto nel mondo dell'alta cultura:

Bonola Gianfranco, "Sola Scriptura": l'ermeneutica di Spinoza nelle sue linee essenziali.

Bonola Gianfranco, La proposta ermeneutica radicale di Lodwijk Meijer. 

Bonola Gianfranco, Un filo scoperto. Tracce dell'attenzione dell' "Aufklarung" teologica per il razionalismo radicale. 

Bonola Gianfranco, La peculiarità irriducibile. La Scrittura nella disputa su cristianesimo ed ebraismo tra F. Rosenzweig e E. Rosenstock-Huessy. 

Bonola Gianfranco, Quale lingua per la Parola? S.Kracauer, M.Buber e F. Rosenzweig sulla Bibbia in tedesco. 

Bonola Gianfranco, Il Paradiso dei nomi. Benjamin interprete di Genesi 1-3 (1916). 

Saggio su Heidegger:     ( F. Rosenzweig,) La stella della redenzione, (a cura di Gianfranco Bonola), Marietti, 359-405.

E per concludere ecco un programma dei suoi corsi che tiene all'Università di Bologna. Vedere per credere!:

  • METODOLOGIA DELLA RICERCA STORICA
Cognome e nome del docente: Bonola Gianfranco

Una prima parte delle lezioni, a carattere introduttivo, sarà dedicata a mettere a fuoco alcuni snodi caratteristici del costituirsi dell’idea di storia in occidente, per cui si terranno presenti : 
- Karl Löwith, Significato e fine della storia (Il saggiatore Milano 1989) LT 664
- Jacob Taubes Escatologia occidentale (Rizzoli Milano 1997). LT 1181

Per una introduzione al tema del corso sono altresì consigliati: 
- Stéphane Mosès, La storia e il suo angelo. Rosenzweig Benjamin Scholem, Milano, Anabasi, 1993. LT 760
- Michael Löwy, Redenzione e utopia. Figure della cultura ebraica mitteleuropea, Torino, Bollati Boringhieri, 1992. LT 996

Ulteriore bibliografia sarà fornita durante il corso. Il programma d’esame per i frequentanti sarà precisato alla fine delle lezioni. 

L’esame per gli studenti impossibilitati a frequentare, che sono pregati di prendere contatto con il docente, si svolgerà invece con la seguente struttura: 
1) sulla genesi e lo sviluppo dell’idea di storia in occidente: 
Karl Löwith, Significato e fine della storia, Il saggiatore, Milano, 1989 (obbligatorio). LT 664
2) sull’articolazione e sui metodi della storiografia: 
a) John Tosh, Introduzione alla ricerca storica, La nuova Italia, Firenze, 1989 (per tutti) LT 659
b) un volume a scelta tra : 
- Le Goff, J. (cur.), La nuova storia, Mondadori, Milano, 1990. LT 656
- Le Goff, J. - Nora, P. (curr.), Fare storia. Temi e metodi della nuova storiografia, Einaudi, Torino, 1981. LT 655
3) per la discussione di problemi storiografici un volume a scelta tra: 
– Carr, E.H., Sei lezioni sulla storia, Einaudi, Torino, 1972. LT 654
– Duby, G., Il sogno della storia, Garzanti, Milano, 1986. LT 661
– Lefebvre, G., La storiografia moderna, Mondadori, Milano, 1973. LT 658
– Bloch, M., Apologia della storia, Einaudi, Torino, 1969. LT 310
– Febvre, L., Problemi di metodo storico, Einaudi, Torino, 1992. LT 1285
– Bodei, R., Se la storia ha un senso, Moretti & Vitali, Bergamo, 1997. LT 1089


E non da meno e' il fratello, l'Egr. Prof. Massimo Bonola, insigne filosofo al Liceo di Varallo, Presidente della storica Biblioteca Farinone-Centa, quindi centro di animazione culturale della Valle. Massimo e' stato nostro Capo negli anni '70, lo ricordo ragazzino che faceva la Promessa su a S.Grato, compagno di mille avventure nella vita di Clan di quegli anni. In tempi più recenti è conosciuto dai ragazzi di Gattinara che frequentano il Liceo di Varallo. Sui giornali locali lo vediamo spesso quale fautore di iniziative culturale di rilievo.Questa è una veloce nota biografica tratta da "Notizia Oggi", 1997: Massimo Bonola, nato a Gattinara, risiede a Varallo. Laureato in Filosofia all'Università degli studi di Torino, è stato allievo di Gianni Vattimo e si è specializzato nell'ambito della filosofia moderna e contemporanea di area tedesca. Ha tradotto e curato presso diversi editori italiani opere di Kant, Heidegger, Gadamer. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni apparse su riviste specializzate italiane e straniere (la più recente è il saggio "In cerca di un destino. Heidegger sulle tracce di Nìetzsche e Hölderlin negli anni della svolta", Cortina, Milano 1996). Docente di filosofia e storia al Liceo ginnasio D'Adda di Varallo, è stato presidente della biblioteca civica «Farinone Centa»di Varallo. In ambito locale si interessa di storia dei movimenti culturali valsesiani tra Sette e Ottocento e di storia della civiltà alpina di lingua tedesca. Ha curato recentemente il volume di Pietro Calderini «La Valsesia considerata sotto i suoi vari, aspetti».

Massimo Bonola è uno dei massimi studiosi italiani del filosofo tedesco Martin Heidegger. Sua e' l'edizione, presso Einaudi, del carteggio "Arendt-Heidegger Lettere dal 1925 al 1975" (Klostermann).

 

 

Nelle mani della Nazione. L’eversione dell’asse ecclesiastico di Varallo (1801-1814)

Tra il 1801 e il 1814 la rivoluzione di Francia, portata oltre le Alpi dalle vittoriose armate di Napoleone, istituì il Regno d'Italia cui fu aggregata la parte maggiore della Valsesia compresa Varallo. In tutto il territorio italico furono avviate molteplici riforme amministrative, giuridiche, economiche e sociali, non trascurando, per la sua evidente importanza, anche la sfera religiosa, che costituiva infatti uno dei fondamenti delle società di antico regime.

La città di Varallo, ricca di istituzioni religiose e di una storia ecclesiale plurisecolare, fu investita da una tempesta di provvedimenti di soppressione, esproprio e secolarizzazione del patrimonio ecclesiastico che colpirono la Chiesa a tutti i livelli, dalle confraternite devozionali e popolari fino agli ordini religiosi e al Capitolo canonicale della Collegiata.

In una manciata di anni il volto della città, e forse anche la sua anima, furono profondamente trasformati; nonostante la caduta di Napoleone e l'avvio della restaurazione, gli avvenimenti di quei brevi anni lasciarono un segno irreversibile. Per Varallo, come per il resto del territorio italiano, era cominciata la transizione verso il mondo moderno.
 

 

Massimo Bonola, docente di storia e filosofia presso il Liceo Ginnasio D’Adda di Varallo, ha al suo attivo numerosi contributi a giornali e riviste, traduzioni dal tedesco, pubblicazioni di carattere storico locale, tra le quali ricordiamo: Pietro Calderini, La Valsesia considerata sotto i suoi vari aspetti. Saggi e discorsi, a cura di Massimo Bonola e con una prefazione di Enzo Barbano, Varallo1996; Antonio Carestia, Scritti diversi. Alpinismo,scienza e poesia di un abate valsesiano, a cura e con una introduzione di Massimo Bonola, Borgosesia 1998 e la più recente, il volume Valsesia giacobina e liberale, con una prefazione di Enzo Barbano, Lions Club Valsesia, Borgosesia 2005.

Canonico Mario Perotti, Direttore dell’Archivio Storico Diocesano e dell’Archivio Capitolare di S.Maria di Novara, è membro del Comitato di redazione della rivista “Novarien” ed insegna Storia della Chiesa alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, sede di Novara. Ha all’attivo numerosi articoli e saggi di storia religiosa. Tra le pubblicazioni, oltre a quelle relative alla storia novarese, ricordiamo il volume sulla Beata Panacea, corredato dalle foto di Renato Andorno, pubblicato nel 1983.

Saggi precedenti:

 Seminario di Le Thor 1966. - Le Thor 1966 (seminario 1966). - LT66     - in , Seminari, trad. M.Bonola e F.Volpi, Adelphi, Milano, 1992. [It]   Seminario di Le Thor 1968. - Le Thor 1968 (seminario 1968). - LT68      - in , Seminari, trad. M.Bonola e F.Volpi, Adelphi, Milano, 1992. [It]    Seminario di Le Thor 1969. - Le Thor 1969 (seminario 1969). - LT69      - in , Seminari, trad. M.Bonola e F.Volpi, Adelphi, Milano, 1992. [It]   Seminario di Zahringen 1973. - Zahringen 1973 (seminario 1973). - Z73  - in , Seminari, trad. M.Bonola e F.Volpi, Adelphi, Milano, 1992. [It] Seminario di Zurigo. - Zurcher Seminar (seminario 1951).- ZS51     - in , Seminari, trad. M.Bonola e F.Volpi, Adelphi, Milano, 1992. [It] 


 
Curiosando per la rete con Google, se scrivete Silvana Patriarca, vi troverete pagine e pagine di citazioni per conferenze, libri, interventi. Lei vive a New York tra la Columbus University, la University of Florida, la John Hopkins, con puntate in Europa da Pisa a Cambridge. She teaches courses on Europe from the Enlightenment to the present, modern Italy, fascism, European nationalisms, historical methods and theories. Anche qui vediamo una vasta produzione, essenzialmente in inglese, comunque in italiano si possono leggere due saggi presso l'Ist. per la storia della Resistenza e della Società contemporenea:
Famiglia e valori contadini nelle memorie di un agricoltore gattinarese dell'Ottocento. "l'impegno", a. IV, n. 3 ...
www.storia900bivc.it/pagine/editoria/patriarca384.html Famiglie contadine a Gattinara nel '900 . "l'impegno", a. I, n. 1, dicembre 1981 e a. II, n. 1, marzo 1982. ...
www.storia900bivc.it/pagine/editoria/patriarca181.html

(l'impegno",  rivista dell'
© Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nelle province di Biella e Vercelli)

   

Silvana Patriarca, Numbers and Nationhood. Writing Statistics in Nineteenth Century Italy, Cambridge [England]; New York, NY, USA; Cambridge University Press 1996.

Silvana Patriarca rilegge in una chiave tematicamente innovativa alcuni elementi cruciali della cultura e della politica nell’Italia ottocentesca, analizzando le riflessioni teoriche e la pratica della statistica, all’ interno del processo di costruzione della nazione e di formazione dell’opinione pubblica. In un simile contesto, la statistica e le conoscenze che essa fornisce rappresentano uno strumento di prima grandezza, i cui connotati non sono puramente tecnici e positivi ma hanno invece implicazioni e utilizzi di tipo politico. La statistica permette allo stato amministrativo di prendere conoscenza delle risorse nazionali, agli intellettuali di squarciare il velo della censura, alle istanze nazionalistiche di trovare momenti di discussione e aggregazione. Nel volume della Patriarca, la vicenda della statistica si snoda dagli anni dell’impianto napoleonico alla sua diffusione fra 1830 e 1840, alla creazione postunitaria di un ufficio apposito presso il Ministero di Agricoltura. La politicizzazione dei "numeri" sarebbe declinata a fine secolo, con il recupero di una funzione prevalentemente descrittiva delle diversità esistenti nel paese.

 

Italy After the Fall: Rediscovering National Identity in the 1990s
Silvana Patriarca, History, Columbia University
 
Gender trouble: women and the making of Italy's 'active population', 1861-1936

Silvana Patriarca

This article seeks to contribute to a better understanding of the complex sociocultural and ideological reasons that lay behind the well-known fall in the number of women workers in the Italian population censuses from the post-Unification period to Fascism. This was a time when the statisticians of the whole 'civilized' world were engaged in the definition of the modern statistical notion of 'active population'. Through an examination of material published by Italian as well as non-Italian statistical institutions and of the debates on women's work at the turn of the century, the article shows how the statisticians sought to make their data comparable to those of other, more modern countries and argues that an important turning point in the changing statistical representations of women's work in Italy occurred with the census of 1901. This coincided with growing interest in the question of women's work and the campaign for the introduction of legislation `protecting' women workers. As state constructions, the censuses clearly contributed to the production of a more masculinized image of the labor force, an image which, however, eventually became too distant from reality even for the statisticians themselves.

Author of prize-winning Numbers and Nationhood. Writing Statistics in Nineteenth-Century Italy (Cambridge University Press, 1996), a study of the role of statistical knowledge in the making of the Italian nation-state, she is currently at work on a book on the politics of the discourse of Italian character from the Risorgimento to the “Second Republic.” Two articles related to this project have been recently published: “National Identity or National Character? New Vocabularies and Old Paradigms,” in Making and Remaking Italy. The Cultivation of National Identity Around the Risorgimento, ed. A. R. Ascoli and K. von Henneberg (Berg, 2001) and “Italian Neopatriotism: Debating National Identity in the 1990s,” Modern Italy 6:1 (2001).  Her other essays on the social and cultural history of Italy include “Essayists and Journalists, c. 1850-1914,” in A History of Women’s Writing in Italy, ed. L. Panizza and S. Wood (Cambridge University Press, 2000), “Gender Trouble: Women and the Making of Italy’s ‘Active Population,’ 1861-1936,” Journal of Modern Italian Studies 3:2 (1998) and “How Many Italies? Representing the South in Official Statistics,” in Italy’s ‘Southern Question’: Orientalism in One Country, ed. J. Schneider (Berg, 1998).  Her principal research interests include the historical genealogy of social representations, categories, and modes of inquiry, and the socio-cultural history of nationalism and national identity.  She is also interested in the history of political violence particularly in relation to the rise of Italian fascism. 

She teaches courses on Europe from the Enlightenment to the present, modern Italy, fascism, European nationalisms, historical methods and theories. 


 

Ancora dalle Americhe, Santo Domingo. Ricordate Radio Gattinara sul finire degli anni '70? Il Direttore era l'ovviamente gattinarese: Ennio Marchetti

 

"Una storia contadina" e' ambientato, negli anni compresi tra l'inizio e la seconda meta' del Novecento, in quella parte di terra vercellese, ubicata tra il gattinarese, la Valsesia e la bassa vallata del Sessera. I suoi personaggi, spontanei ed originali, potrebbero trovar posto con estrema facilita' in un romanzo dei migliori autori sudamericani.
La sua immediatezza, la narrazione avvincente e priva di momenti di stanchezza, la presa che i suoi personaggi hanno sul lettore fanno di "Una storia contadina" un'opera prima di sicuro interesse.

Dicembre 1975. La guerra del Vietnam e' appena terminata, la Ferrari con Nicky Lauda conquista il mondiale di Formula Uno, mentre le balere si stanno trasformando in discoteche e nascono le prime radio "libere".
"Radio Crazy" e' la storia di un gruppo di ragazzi che, passati attraverso le esperienze del Sessantotto, e aver vissuto in prima persona l'epoca dei complessi rock, decide di andare "on the air" fondando una piccola stazione radiofonica di provincia.
Il romanzo di Ennio Marchetti e' stato pubblicato nel 1996

 

  Giuseppina Scaglini  
 
ha scoperto nella poesia un modo per comunicare sentimenti ed emozioni. Ma anche per gridare Amore alla vita prima che venga alla luce, per tenere legati i ricordi con il filo sottile di un aquilone, afferrare ad occhi chiusi. il sussurro dei vento o abbandonarsi all'ascolto del silenzio.

Ha ottenuto riconoscimenti significativi e premi prestigiosi in concorsi nazionali e internazionali. l suoi versi compaiono nelle antologie dì poeti contemporanei.
L'ultima pubblicazione, edita dalla Tipografia Gallo di Vercelli, si intitola "Ti voglio bene". (dal Corriere Eusebiano, 14 dic 2002)



 
 

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