22.07.2010   “Il rosso è troppo aggressivo, il verde si adatta meglio al paesaggio”. Difficile però non leggere nella scelta del sindaco leghista di Veronella (Verona) Michele Garzon, di dipingere di un bel verde vivo il fondo stradale degli attraversamenti pedonali, una strizzata d’occhio allo stile padano. Ma in fondo nelle vicinanze di Verona - dove peraltro il primo cittadino è un leghista di ferro come Flavio Tosi, la Lega ha uno dei suoi feudi storici. Non importa da che lato della strada sei: il Carroccio è sempre lì.
N.B. NON SO COSALTRO DIPINGERANNO DI "VERDE PADANO" I SINDACI LEGHISTI PUR DI FAR PARLARE DELLA LEGA & DI SE...
Pier Vittorio Sodano
 
20.07.2010  

Si è stimato che l’illuminazione pubblica italiana ha un consumo elettrico di circa 6,5 TWh all’anno.
Un normale lampione stradale spreca energia elettrica perché è generalmente costituito da tecnologie obsolete:
Non utilizza apparecchi ad alta efficienza: impiega lampade a bassa efficienza energetica (vapori di mercurio, vapori di sodio, ioduri metallici);
Non utilizza sistemi di controllo: utilizza lampade senza elettroniche di controllo come i riduttori del flusso luminoso;
Non utilizza armature adeguate: utilizza armature che irradiano la luce in tutte le direzioni perdendo in efficienza luminosa sul piano stradale e determinando inquinamento luminoso;
Utilizzare, in alternativa, un lampione a LED determina invece una riduzione dei consumi fino al 70% rispetto ai lampioni tradizionali.
I LED ormai sono una tecnologia matura, di notevole affidabilità nel tempo, con una durata commerciale 10 volte superiore a quella dei lampioni convenzionali, lavora a bassa tensione e, producendo un flusso luminoso unidirezionale, elimina automaticamente l’inquinamento luminoso, riduce i consumi, le emissioni inquinanti associate e la potenza impegnata.
Se lo Stato e le Regioni promuovessero un piano nazionale di cinque anni che completasse la conversione di tutte le reti di illuminazione pubblica con lampioni a LED si otterrebbero i seguenti vantaggi:
Un risparmio di energia elettrica di circa 4 miliardi di kWh corrispondente allo spegnimento o non accensione di una centrale nucleare di piccola taglia pari ad una potenza di circa 570 MW, cioè grande più del doppio della ex centrale di Trino Vercellese;
Generazione di risparmio sulle spese correnti e nuove risorse a disposizione delle Amministrazioni locali da re-investire in altre interventi di efficienza e di riduzione dei consumi energetici;

La creazione di posti di lavoro diretti e dell’indotto per circa 3.500 addetti.


Pier Vittorio Sodano
14.07.2010  
Dimissioni On. Rosso da Giunta Regionale Piemonte

L'on. Roberto Rosso, dopo avere accettato al carica di Assessore al Lavoro nella Giunta Regionale del Piemonte, ha rimesso le deleghe al Presidente Cota e presenta le dimissioni optando di rimanere deputato.

Ecco alcune considerazioni dell'On. Luigi Bobba in proposito.
Giorgio Lazzarato
 
DIMISSIONI ROSSO
Dichiarazione dell’On. LUIGI BOBBA (PD)
24 settembre 2009. L’On. Roberto Rosso rassicura i  300 dipendenti di Phonemedia di Trino- senza stipendio da mesi- che i nuovi acquirenti della società - il Gruppo Internazionale Omega S.p.a - è il primo gruppo italiano nel settore e può vantare altissimi indici di fatturato e utili. La lettera di Rosso viene allegata a tutte le buste paga degli ormai ex dipendenti di Fabrizio Cazzago, amico personale dell’onorevole, e di fatto ex patron di Phonemedia.
9 luglio 2010.  Il nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza di Milano arresta otto persone per bancarotta fraudolenta. Avrebbero sottratto alle rispettive società circa 17 milioni di euro. tra questi: Pio Piccini, presidente e amministratore delegato di Omega; Claudio Marcello Massa, amministratore protempore di Omega; Marco Fenu, tesoriere del Gruppo Omega; Antonangelo Liori, dominus del gruppo Omega. Gli stessi che il vicepresidente della Regione Rosso nove mesi prima aveva sponsorizzato come i salvatori di Phonemedia.
13 luglio.  Il Vicepresidente Rosso, nonché Assessore al Lavoro, dopo meno di tre mesi, opta per rimanere in Parlamento, rinunciando agli incarichi che il Presidente Cota gli aveva affidato.
Ora è tutto chiaro. E la consistenza e la qualità sul servizio al territorio svolto dall’“enfant prodige” della politica vercellese (così lo ha definito il mensile vercellese dell’ASCOM con un articolo lungimirante (!) pubblicato nell’ottobre scorso) sono sotto gli occhi di tutti.
Non c'è che da voltare pagina: a cominciare dalle elezioni provinciali della prossima primavera dopo che l’ex Presidente Renzo Masoero è  ‘caduto’ (patteggiando una pena di due anni per reati di concussione) “per buona amministrazione”.


On. Luigi BOBBA
Vice Presidente Commissione Lavoro
Camera dei Deputati
Deputato PD Piemonte
01.07.2010  

Ieri mi ha chiamata al telefono Silvana Patriarca: – Avete in programma qualcosa contro la Legge Bavaglio? Scusa, ma qui in Italia stanno accadendo fatti di una gravità tale che non si può restare indifferenti o muti!-

Vero: impegnati nelle vicende locali, importanti certo se riferite al contesto cittadino, non stiamo facendo sentire la nostra voce su un fatto gravissimo che rischia di abbassare il livello di democrazia nel nostro Paese e che è l’ennesimo atto di una politica illiberale e populista. Il D.dl. Alfano, la cosiddetta Legge Bavaglio appunto, è una  inaccettabile  norma che, in nome della difesa della privacy, rende più difficile l'azione degli investigatori e della magistratura e impedisce ai Media di informare in modo puntuale e completo i cittadini. Le forze di opposizione ma anche una parte della società civile che non necessariamente si riconosce all’interno di uno schieramento politico,  denunciano che ci si trova di fronte ad una  legge improponibile, che  ci metterà  al di fuori di tutti i contesti occidentali, ad una legge che favorirà mafia, mazzette e politici corrotti.

Oggi a Roma in Piazza Navona è prevista una manifestazione in difesa della libertà di informazione e della Costituzione contro questa Legge che arriverà alla Camera il prossimo 29 luglio (!); Silvana mi dice che ha intenzione di distribuire un volantino qui in Gattinara dove si trova anche l’indicazione del sito su cui firmare la petizione contro il decreto. Il testo lo allego qui sotto.

Chissà che possa dare un contributo al risveglio delle coscienze.

Manuela Rizzato

LIBERTÁ = PARTECIPAZIONE INFORMATA

NO ALLA LEGGE BAVAGLIO!

Con la scusa della privacy

il governo Berlusconi vuole limitare le intercettazioni e

il diritto dei giornalisti di informare i cittadini sulle malefatte dei politici corrotti e dei criminali

 

IL DISEGNO DI LEGGE SULLE INTERCETTAZIONI

OSTACOLA LA GIUSTIZIA ED

É UN FAVORE PER MAFIE

E POLITICI CORROTTI

 

DI’ AI TUOI RAPPRESENTANTI CHE SEI

CONTRARIO A QUESTA LEGGE

FIRMA LA PETIZIONE sul sito

http://nobavaglio.adds.it

DI’ BASTA ALLA CORRUZIONE POLITICA E ALLA MAFIA!

GATTINARESI PER IL DIRITTO A UNA INFORMAZIONE LIBERA

19.06.2010  

Roma: 19 giugno con il PD

La manifestazione del 19 giugno al Palalottomatica di Roma, con i rappresentanti del P.D. della provincia di Vercelli e di Gattinara, è stata un grande successo del Partito, sia nei contenuti, sia nell’organizzazione; infatti, se i contenuti hanno toccato le corde più vibranti della crisi in atto, gli interventi si sono rappresentati nella sostanza fortemente determinata a scandire la vera identità del Partito, attraverso interventi, che hanno saputo attirare applausi, consenso ed identificazione.

Abbiamo scorto una forte aspettativa non più frustrata, ma, identificata in tutti i contenuti dei relatori; ognuno che si avvicendava rappresentava il pensiero di tutti i militanti PD nelle loro aspettative; i contenuti erano quelli che tutti, finalmente, ci aspettavano da questo PD.

 

7.06.2010  

Richiesta di convocazione del Consiglio Comunale

I Gruppi Consiliari L’UNIONE per Gattinara, Comunisti per Gattinara e il Gruppo Lega Nord, hanno presentato richiesta di convocazione del Consiglio Comunale con all’ordine del giorno la proposta di assumere da parte del Comune l'onere del patrocinio legale e spese conseguenti a favore di tutti i cittadini proprietari di terreni interessati dalla pratica di occupazione d'urgenza avviata dal Consorzio nell'ambito del PROGETTO PER LAVORI DI POTENZIAMENTO E RISTRUTTURAZIONE DEGLI IMPIANTI IRRIGUI INTERCONNESSI CON IL SISTEMA DEL CANALE CAVOUR VERCELLESE

OPERE PER L’INCREMENTO DELL’EFFICIENZA DEL SISTEMA DI DERIVAZIONE IRRIGUA IN DESTRA SESIA PER LE ROGGE COMUNALE E MARCHIONALE DI GATTINARA.

La decisione è emersa a seguito dell'incontro con i cittadini organizzato martedì 31 maggio scorso dall'Associazione I Cavalieri del Sesia. Durante l'assemblea l'avv. Felice Patriarca, membro dell'Associazione nonché proprietario di alcuni dei terreni interessati dal progetto, ha raccontato di essere stato avvicinato dall'Assessore Mario Mantovani che gli presentava la possibilità di avere un indennizzo di 5/6.000,00 € se avesse evitato di opporsi al progetto.

Proprio a seguito di queste dichiarazioni, il nostro Gruppo Consiliare ha presentato interpellanza per chiedere chiarimenti sull'iniziativa dell'Assessore.

Qualunque sarà la risposta, una cosa è certa: Sindaco e Assessore non potranno mai più dire di avere cercato solo di capire meglio il progetto, l’ iniziativa assunta da Mantovani non rientra certo in una verifica di fattibilità e dimostra ancora una volta, se ancora ce ne fosse bisogno, che la maggioranza era decisa nel volere la realizzazione del “tubo”.

Non vogliamo approfondire oltre il significato di tale iniziativa e ci auguriamo che l'avv. Patriarca non sia stato il solo proprietario contattato e che la stessa proposta sia stata fatta in modo trasparente a tutti, anche se non risulta chiaro dove sarebbe stata trovata la copertura finanziaria necessaria e in che forma sarebbe stato dato il contributo.

I Consiglieri del Gruppo

L'Unione per Gattinara

1.Richiesta di convocazione del Consiglio Comunale.

2.Interpellanza sulla questione "tubo".

30.05.2010  

Sicurezza

 

E’ assurdo che il Sindaco di Gattinara venga a dire –non so se le telecamere del video sorveglianza funzionano- “perché fanno parte del video sorveglianza collinare”, che episodi del genere avvengano in una città i cui amministratori continuano a farci credere che tutto vada bene. Infatti, i nostri amministratori hanno ripensamenti e parlano dei problemi della città esclusivamente se sono in campagna elettorale, per mera convenienza.

E’ dei giorni scorsi la notizia che il sistema di videosorveglianza in città non funziona. “Il Sindaco non dovrebbe avere un rapporto dalla collinare del buon funzionamento”?   Che le telecamere che avrebbero dovuto monitorare costantemente le vie del centro storico, costate fior di quattrini e considerate un fiore all’occhiello per la sicurezza della città! Così se già prima venivano avanzati ragionevoli dubbi sull’efficacia del servizio ai fini della prevenzione degli atti delinquenziali, adesso c’è la conferma dell’inesistenza del servizio e che la sua gestione è stata un fallimento.

L’accrescersi di atti criminosi e delinquenziali.

A tal proposito, visti i continui furti e danni alle abitazioni. I rischi legati alla microcriminalità sono diventati una vera e propria piaga sociale, soprattutto in questi ultimi tempi dove il problema si è molto allargato e che necessita di interventi per garantire sicurezza a tutti. Maggiori controlli, soprattutto nelle ore serali e notturne, contribuirebbero intanto a prevenire episodi del genere e poi a dare tranquillità alla popolazione in questo momento allarmata e preoccupata. A fronte di tutto ciò sembra alquanto paradossale che, dopo avere speso del danaro pubblico per la realizzazione di un sistema di videosorveglianza volto a monitorare costantemente il territorio, adesso tale sistema rimanga disattivato. E’ doveroso e giusto, invece, che tale sistema venga al più presto riattivato al fine di recare ai cittadini un servizio cui hanno diritto. 
 

Pier Vittorio Sodano

27.05.2010  

PROVINCE DI BIELLA E DI VERCELLI
BOBBA e SUSTA (PD): “IL CENTRODESTRA HA VARATO DI FATTO LA "PROVINCIA UNICA": TAGLIANDO FUORI LA MINORANZA E ACCAPARRANDOSI TUTTO IL POTERE”.



Mentre in Parlamento si discute sulle Province da abolire, ecco che in Piemonte assistiamo in anteprima all’imprevista "nascita" di una Provincia unica, quella di Biella e di Vercelli, dove tutto il potere è stato concentrato nelle mani del centro destra.

Infatti, ‘i centrodestra” di Biella e Vercelli, inopinatamente, e con rara arroganza, hanno deciso di tagliar fuori gli esponenti di minoranza dalla nomine in seno al Cda di Atap, l’azienda dei trasporti comune alle due Province.
Una scelta giustificata al Presidente Simonetti con parole che suonano simili ad un “Vae victis”, ovvero: chi ha perso le elezioni resta fuori. Questo comportamento dimostra che di unica, anziché la Provincia, c’è oggi solo la sfacciataggine di un ceto politico di dubitabili virtù morali, e di ancor più dubitabile senso delle istituzioni. Non ci stupiamo, ma una volta di più comprendiamo come non si possa più restare inerti di fronte a tutto questo. La “brutta politica” non si ferma, infatti, alle “colonne di Carisio”: è un fatto “globale”, che unisce aree e comunità, e che va pertanto affrontato “globalmente”.
Siamo politicamente favorevoli al ritorno ad una Provincia unitaria e ci impegneremo in futuro perché ciò possa avvenire, con il conseguente taglio di sprechi sempre più evidenti e ingiustificati. Ma non accettiamo che l’unificazione avvenga di fatto attraverso nomine ‘monocolori’ (così si sarebbe detto una volta), ovvero all’insegna dell’interesse di parte e dell’opportunismo.


On. Luigi BOBBA,
Deputato PD e
Vice Presidente Commissione Lavoro
Camera dei Deputati
On. Gianluca SUSTA
Vice Presidente ASDE
(Alleanza Progressista dei
Socialisti e Democratici)
Europarlamentare PD Piemonte

26.05.2010  
DOPPI INCARICHI. I PARLAMENTARI DEL PD DEL PIEMONTE:
“COTA, ROSSO E BUONANNO COSA ASPETTANO A DIMETTERSI?”.


Ma il Presidente della Regione Piemonte, On. Roberto Cota, e il Vicepresidente On. Roberto Rosso, hanno così poco da fare nei loro rispettivi compiti se continuano ad essere contemporaneamente anche membri della Camera dei Deputati?
Poniamo questa domanda perché la Giunta delle elezioni della Camera, convocata per questa settimana, dovrà prendere in esame la loro situazione, visto che le dimissioni da deputato non sono ancora state presentate a differenza di quanto ha fatto invece l’On. Elena Maccanti, già surrogata.
Sembra per lo meno singolare che il Presidente Cota, mentre veste i panni del moralizzatore e di chi vuole colpire gli sprechi, non si dedichi interamente al suo nuovo compito istituzionale e che il Vicepresidente Rosso, avendo assunto le deleghe al Lavoro e alla Formazione, non concentri le sue energie sulla difficile situazione di molte imprese piemontesi e sulle gravi difficoltà in cui si trovano molti lavoratori in cassa integrazione o disoccupati. Per non parlare dell’On. Buonanno, che pur rivestendo ben quattro cariche - Parlamentare, Consigliere regionale, Sindaco di Varallo e Vicesindaco di Borgosesia -, continua ad atteggiarsi a campione della nuova politica!
Ma Cota, Rosso e Buonanno non si sono ancora accorti che esiste una esplicita ed evidente incompatibilità tra ruolo di Consigliere regionale e quello di parlamentare nazionale? E allora cosa aspettano ad optare per una delle funzioni istituzionali? I cittadini piemontesi, visto che li hanno votati, si attendono un po’ di chiarezza e soprattutto il rispetto delle regole. Basta con i rinvii e i sotterfugi.

On. Luigi BOBBA
19.05.2010  
Batteri coliformi nell'acqua potabile e Gattinara

Pare non esserci pace per il nostro acquedotto: dopo le polemiche per le tariffe adesso i batteri, tutto sommato un problema limitato e che capita (leggiamo oggi di condividere il problema con Cavaglià, dove il gestore è veramente pubblico e non è S.I.I. S.p.A.).

Allora perché intervenire nella polemica?

Perché abbiamo letto diverse dichiarazioni dei nostri amministratori che tendono a dare giustificazioni assurde e fuori luogo sempre allo scopo di ribaltare verso altri le responsabilità o anche semplicemente al caso. Si comincia con l’addossare la causa dell’infezione alle abbondanti piogge, ma si precisa che l’acqua di falda (pozzi) non è inquinata. Ora le piogge incidono sicuramente e di solito positivamente nelle falde essendo esse il modo di riempimento delle stesse, ma essendo l’acquedotto un sistema chiuso, le precipitazioni non dovrebbero avere conseguenze per la distribuzione. Non dovrebbero, ma le cose possono essere diverse quando si è in presenza di un sistema di distribuzione in cattivo stato: condotte che perdono e che a volte raccolgono acqua dall’esterno perché hanno piccoli fori; questo inoltre può avviene vicino a condotte di fognature anche queste a non perfetta tenuta specie quando sono “stressate” da portate notevoli per la pioggia. Ecco allora che l’acqua invece di uscire dai tubi dell’acquedotto entra e con essa i batteri, arrivando fino ai nostri rubinetti.

Dovendo poi giustificare la spesa del nuovo depuratore ad ozono, ricordiamo nato per difendere la nostra acqua dai nitriti poi scomparsi dalle analisi, il Sindaco dice: “..vediamo di realizzare il potabilizzatore al più presto, affinchè questo genere di problemi non si verifichi più” . Ma sig. Sindaco, il potabilizzatore in costruzione tratta le acque sollevate dai pozzi, quelle che nelle sue stesse dichiarazioni risultano non avere alcun problema. Alla S.I.I. S.p.A., si accorgono della castroneria e aggiustano il tiro e sulla stampa di questa mattina dicono che il potabilizzatore  in costruzione permetterà di avere in circolo acqua più ossigenata e quindi con maggiore capacità di auto disinfezione. Ma anche qui le cose non convincono perché con l’unica parte di progetto che abbiamo sempre condiviso, l’acqua sollevata dai pozzi non sarà più spinta direttamente in rete, ma sollevata fino al serbatoio esistente, dove avrà modo di ossigenarsi in modo naturale o perdere la quantità eccessiva raccolta dopo il trattamento all’ozono prima di entrare nuovamente nelle condotte di distribuzione.

Insomma dopo che sono scomparsi i nitriti si cerca un modo di giustificare un impianto che sicuramente potrà avere una sua funzionalità che tuttavia non è certamente prioritaria per il sistema gattinarese il quale continuerà ad avere  condotte vecchie e malandate.

Ultima perla del Sindaco:  assicura la gente che il nuovo serbatoio in collina in zona Lurghe non corre pericoli di crollo a causa della frana, meno male, ma la preoccupazione era per i vigneti. Ma non era questa l’Amministrazione che puntava molto viticoltura ?

La sensazione sempre più forte è che punti tutto sul mantenimento della poltrona, insomma più che amministrazione si fa politica personale di mantenimento delle posizioni.

 

I Consiglieri del Gruppo L’Unione per Gattinara

Patriarca Franco

Biondi Giuseppe

Lazzarato Giorgio

Rizzato Manuela

15.5.2010  

Futuro del Paese...

Titolo un po' arcaico da imputare al concetto di “innovazione” che
però, a mio parere, ben rappresenta il fenomeno nel quale ci stiamo
imbarcando di nuovo, da italiani quali siamo noti in tutto il mondo
proprio “per essere tali”: comunità clientelare, favoritista,
autoreferenziale e con un occhio sempre attento alla logica del
“protagonismo in prima persona”.
Vedendola al presente, col senno di poi tra tangentopoli, vallettopoli
e affittopoli, la maggiore "astuzia" di chi, nonostante tutto ancora
oggi, tiene saldamente strette le redini del potere (nel senso più
generale del termine) a tutti i livelli e in tutti gli ambiti, è
proprio nella notevole capacità “ramificata” di mantenere salde le
lobby. Un sistema nel sistema, che lega le industrie alle persone, le
opportunità al dominio di pochi, i soldi alla famiglia allargata degli
amici, il bene comune a pochi fortunati, il merito all'occasione, il
talento al “dimmi che ti serve” e ...ops, l'innovazione alla bandiera
di una nuova moda del Made in Italy: indice di misera popolarità per i
più “creativi poveri di ingegno” e di ennesima rete dell'opportunismo
ben ramificata per “i lobbisti più esperti”.
Che cosa sta accadendo realmente, secondo me, nel vasto, vastissimo,
panorama dell'innovazione in Italia? Accade che, nell'alveo del
protagonismo ad personam ognuno cerchi il proprio palco, la propria
visione, le proprie scenografie, i propri contesti e il proprio
pubblico, per quel proprio breve attimo di banale popolarità (grande o
piccolo che sia), fatto di poco (per non dire di niente), mentre nella
grande fabbrica dei poteri forti, le lobby (quelle vere, ramificate,
forti ed economicamente salde) armano manifesti nazionali, tirano su
grattaceli di progettualità e costruiscono castelli... fatti di poco
(per non dire di niente). Il contenuto del “creativo povero di
ingegno”, per l'ennesima volta, alimenta il non contenuto dei
“lobbisti più esperti”. Così, dal nulla e tutto insieme, nascono le
tante iniziative dell'innovazione all'italiana sventolanti “ricchi
premi” da 10 mila euro (che altro non sono che operazioni di marketing
e comunicazione in favore del premiante) e grandi eventi da 300 mila
euro che, per contro ben spesi, quasi quasi aiuterebbero perfino più
di un giovane figlio di nessuno a far emergere il proprio progetto su
carta... finito (ovviamente) in quel famoso cassetto di un’innovazione
che avrebbe potuto cambiare il mondo.
Guardiamo all'America con invidia e aspirazione, cercando di emularne
il risultato (avendo poco chiara la premessa) e non ci ricordiamo mai
che proprio da lì nasce la prima palestra di “lobbing”... Quello che
accade oggi è esattamente l'ennesima riprova di questo. Le lobby
continuano a fare aggregazione e a trovare sinergie di poteri
dominanti, anche nel nome della grande bandiera dell'innovazione
(senza neanche meglio comprendere cosa sia in realtà), mentre noi
siamo tutti (ognuno a suo modo) presi dal misero tentativo di fare
ognuno per sè, nella propria piccola ma brillantissima sfera di
inconsistente popolarità.
“L'innovazione buona” di oggi (che non sia frutto di protagonismi o
auto proclamazioni) è troppo frammentata per avere una voce in
capitolo: si disperde tra le troppe scene e i troppi palchi che ci
rendono, a nostro modo, ognuno protagonista della propria innovazione.
Io continuo a sostenere che solo la massa critica potrà realmente
contribuire a farci fare un grande salto nel futuro e a portare questo
Paese nel progresso e chi la pensa come me, altrettanto lo sta capendo
e altrettanto con me riesce a comunicare e a costruire sinergie
aggreganti.
Pier Vittorio Sodano

13.05.2010  

BILANCI “… RACCONTATI” E BILANCI SCRITTI

Nella presentazione del conto consultivo 2009 il Sindaco ha descritto “il paese delle meraviglie” primo su tutto e con la grande capacità di risparmiare 400.000,00 € dal bilancio di previsione (avanzo di amministrazione).

Intanto bisognerebbe chiarire che cos’è l’avanzo di amministrazione, non proprio un risparmio come intendiamo nei nostri bilanci familiari, ma è un diverso impegno di spesa rispetto alla previsione.  Per avere un vero risparmio il Comune dovrebbe ridurre quelle che sono indicate come spese correnti (quelle “fisse”, per semplificare il concetto, cioè stipendi, indennità di carica, rate del debito ecc. …), ma pare non sia proprio così. L’analisi della relazione di Giunta ci dice che la spesa corrente è sostanzialmente invariata poco sopra i 5.000.000,00 di euro.

Quindi i 400.000,00 € non sono risparmio di spesa, ma effettivamente un diverso impegno, vediamo ora se sono tutti disponibili, la relazione ci dice che 20.000,00 circa non lo sono perché già impegnati nell’esercizio 2009 anche se non ancora spesi, poi la lettura del bilancio di previsione 2010 segnala che 145.000,00 sono lì impegnati, infine la Delibera di Consiglio Comunale n. 21 del 29/04/2010 ci dice che 166.156,70 € sono utilizzati per pagare debiti fuori bilancio (sostanzialmente destinati a pagare di indennizzi per l’area P.I.P. per avere perso il ricorso presentato da alcuni cittadini e spese legali per le varie controversie che la cattiva amministrazione attuale ci costringe ad affrontare).

Quindi delle somme 2009 non ancora impegnate rimangono poco meno di 75.000,00 € disponibili. Prima differenza tra racconto e scrittura.

Sempre nella presentazione il Sindaco afferma che abbiamo ridotto l’indebitamento del Comune, intanto diciamo che il debito al 21/12/2009 è di € 13.135.724 e si è effettivamente ridotto rispetto al 2008, ma la rata annuale è aumentata da € 1.431.011,99 a € 1.483.995,66 e l’indebitamento procapite rimane di € 1.655,93 (dato 2008 neonati compresi).

Ancora si definisce quello passato come l’anno dei grandi investimenti, bene la tabella a pag. 30 della relazione sul rendiconto 2009 (www.comune.gattinara.vc.it/ upload/dl/Bilanci_e_rendiconti/ Rendiconto_2009/ RCC Documento Unico.pdf) si evince una caduta a picco di tutti gli investimenti, non solo quelli relativi al patrimonio immobiliare del Comune, ma anche quelli per la pubblica istruzione, cultura, turismo, territorio e ambiente, ecc. … Particolare effetto fa vedere la caduta a picco degli investimenti nel settore sociale, proprio nel periodo in cui tutte le amministrazioni sono state attente ad aumentare tali investimenti per aiutare le famiglie a superare bene la crisi in atto. (In allegato si può trovare la tabella)

Insomma raccontare le cose è sempre diverso dallo scrivere i dati.

  

I Consiglieri del Gruppo

L’Unione per Gattinara

Patriarca Franco

Biondi Giuseppe

Lazzarato Giorgio

Rizzato Manuela

12.05.2010  

IL TUBO OSCURO

L’Amministrazione ideale è quella che lavora in una casa di vetro, dove tutti possono sapere con trasparenza cosa succede delle cose pubbliche (che poi sono le nostre cose).

Così non sembrano pensarla i nostri governanti (se non sbagliamo il Presidente del Consiglio, due ministri e due sottosegretari sono indagati a vario titolo perché sospettati di corruzione). La logica della trasparenza vorrebbe l’immediata dimissione dalle cariche ricoperte per chi è sospettato di farsi corrompere nella gestione delle cose pubbliche, ma così non è.

Con i dovuti distinguo, anche i nostri amministratori locali non brillano per trasparenza e il “caso del tubo” è emblematico. Da quanto è possibile ricostruire partendo dalle dichiarazioni di Sindaco ed Assessore, dai Responsabili del Consorzio Baraggia e dalla letture delle carte, la vicenda inizia almeno nel 2005 con un rapporto tutto riservato tra Consorzio e Amministrazione Mantovani.

La giunta Mantovani improvvisamente fa la proposta strampalata di acquistare la centrale idroelettrica in funzione presso l’ex stabilimento Bertotto, tanto da mettere a bilancio nel 2006 una previsione di spesa con mutuo per l’acquisto.

Poi nel 2007 finalmente si comincia a comprendere cosa sta dietro a quella mossa,  quando cioè in Consiglio Comunale la maggioranza chiede di approvare una variante al P.R.G.C. necessaria per attuare l’ormai noto progetto del tubo, proposta bocciata dal nostro gruppo, proprio per la scarsa chiarezza di quello che viene presentato. Successivamente tutto diventa invece molto evidente e qualcuno anche fuori dall’aula consiliare ne prende atto. Nascono così i  Cavalieri del Sesia e l’Amministrazione Riva Vercellotti deve fare rapida marcia indietro rimangiandosi tutti gli impegni presi con il Consorzio, che giustamente, dal proprio punto di vista, ci porta in giudizio davanti al T.A.R. ed al Tribunale delle Acque.   Come primo risultato perdiamo il diritto di presa dal Sesia e di conseguenza i canoni a favore del Comune. Intanto iniziano le spese legali e quelle delle perizie per difenderci in giudizio.

Anche in questa fase la conduzione da parte della Giunta di tutta la problematica è solo apparentemente trasparente, tanto che viene il sospetto che non ci sia da parte di tutti la volontà di vincere in tribunale. Perché questo dubbio? Nell’ultimo Consiglio Comunale la maggioranza approva una perizia idraulica, il cui costo è ancora ignoto, corretta nella sua stesura, ma che parte dall’assunto che il progetto del Consorzio abbia subito nel tempo una variante ed in particolare si fa riferimento a modifiche che sarebbero state presentate nel settembre 2009. Tuttavia questo fatto, assunto come elemento fondante della perizia, non risulta in nessun documento ufficiale. Come si può allora farlo diventare un elemento di difesa credibile? Ma c’è di più: sempre nell’ultimo Consiglio la maggioranza rifiuta di inserire nella delibera che dovrebbe motivare il no al progetto tutte le altre argomentazioni, quelle sì reali, presentate dai gruppi consiliari e dai Cavalieri del Sesia.

Insomma il dubbio che non tutti sarebbero dispiaciuti di perdere vedendosi costretti a subire il tubo oscuro è forte. Vedremo

 

I Consiglieri del Gruppo

L’Unione per Gattinara

Patriarca Franco

Biondi Giuseppe

Lazzarato Giorgio

Rizzato Manuela

 

6.05.10  

No al confronto sul nucleare in Consiglio Comunale.

Nel corso del Consiglio Comunale di Gattinara del 15 marzo, il Consigliere Luigi Zanetta propone una mozione per dichiarare Gattinara paese denuclearizzato e per deliberare la contrarietà alla realizzazione di centrali termonucleari. Intervento previsto dell’art. 40 del Regolamento di Funzionamento del Consiglio e già utilizzato più volte in passato da diversi consiglieri. In tutte le occasioni l’argomento proposto  è stato subito trattato in discussione dall’Assemblea, questa volta no, il Sindaco decide di interpretare l’art. 40 e di demandare la discussione al Consiglio successivo. Motivo presunto:  due settimane dopo sono in programma le elezioni regionali e il centro destra  per tutta la campagna elettorale ha tenuto sull’argomento un atteggiamento fumoso e sfuggente. Meglio evitare. E così anche il Sindaco di Gattinara evita il confronto sul tema, rimandandolo al Consiglio successivo di giovedì 29 aprile.

Anche in questa occasione si rifugge da un confronto corretto e Riva chiede a quel che resta della sua maggioranza di votare subito per il respingimento della mozione, senza interventi e senza discussione, tanto che anche un suo assessore, Mario Mantovani, si astiene.

Il nostro Gruppo ha cercato il dibattito, senza risultato ed ha solo potuto aderire con voto favorevole alla mozione. In ogni caso è evidente che i resti della maggioranza Consiliare di Gattinara sono favorevoli al ritorno al nucleare, non avendo dato spiegazioni alla loro posizione, sembra di poter dire che sia una posizione più ideologica che ragionata ad un sistema di produzione di energia che non è pulita (scorie nucleari), non è rinnovabile (l’uranio che è il combustile, come quelli fossili, è limitato e non rinnovabile) e altamente pericoloso.

Dopo l’incidente di Three Mile Island (Harrisburgh, Usa 1969), fu chiarissimo la pericolosità del sistema, tanto che da allora negli Stati Uniti non si sono costruiti nuovi impianti, questo in una nazione dagli spazi enormi dove trovare siti per il deposito di scorie è certamente più semplice che in un paese intensamente abitato come il nostro e con rischio geologico elevatissimo.

Il principale fautore del ritorno al nucleare è il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, già una volta allontanato dal Governo per le sue valutazioni sulla opportunità di garantire la scorta al prof. Marco Biagi ed oggi nuovamente dimissionario per essere riuscito ad acquistare un appartamento nel centro di Roma al prezzo del centro di Gattinara. Diciamo questo per confermare la minima credibilità del politico e per chiedere ai gattinaresi di non dare adesioni ideologiche, ma di ragionare sugli effetti che si possono avere. Tutte le attività industriali (o forse tutte quelle umane) hanno comunque ricadute negative sull’ambiente, più o meno gravi, ma alcune sono più pericolose di altre e nessuna è sicura in modo assoluto, neppure le centrali di quarta generazione, la prova? L’incidente della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon della B.P. era considerata di assoluta sicurezza, abbiamo visto i risultati. Intorno alla tematica nucleare sono stati di recente pubblicati studi scientifici che mostrano come nelle zone vicine alle centrali in attività alcune tipologie di tumori infantili hanno un’incidenza maggiore che in altre; sono inoltre appena avviate le indagine per stabilire le cause dell’aumento di patologie oncologiche in alcune zone del basso vercellese.

Noi pensiamo sia meglio mantenere il sistema termonucleare a livello di ricerca e non ancora di produzione di potenza, almeno fino a quando si sarà giunti ad un sistema che anche in caso di incidente (mai totalmente evitabile), le conseguenze non siano quelle possibili per i grandi impianti e fino a quando non si riuscirà ad avere un sistema capace di non produrre scorie (fusione).

Questo volevamo argomentare in Consiglio; aver sminuito la discussione ed il confronto su un tema così importante  dimostra ancora una volta quale sia il senso delle Istituzioni di questa maggioranza. 

 

 

Gattinara, li 06/05/2010

Per L’UNIONE per Gattinara

Giorgio Lazzarato

 

4.05.10  

Centocinquantenario.

 

La storia dell’unità d’Italia compie 150 anni e con essa si riflette sulla storia nazionale. Sui mali del paese ognuno propone le terapie. Sui grandi mali, campeggia la “ questione meridionale”, vista da molti come problema mai risolto. Tutte le forze politiche riconoscono che c’è un divario di sviluppo sociale e economico fra Nord e Sud, e non mai stato colmato.

Il divario, si dice, (secondo studiosi ) sarebbe stato portato interamente dall’unità d’Italia. A differenza altri studi di ricerca con dati più recenti, dicono: che la tendenza al declino del mezzogiorno, sia su 150 di storia unitaria, 120 sarebbero di arretramento.

Il partito che sicuramente osteggia l’unità d’Italia è la Lega… Dalla viva voce del suo ministro Calderoli prende le distanze dalle celebrazioni da Quarto, luogo di partenza di Garibaldi e dei Mille.

Dove va un Paese che non ama la propria storia? Un Paese timoroso del suo futuro e infastidito quasi dal suo passato, come dimostrano le incertezze e le insofferenze nella programmazione del Centocinquantenario?

 

Pier Vittorio Sodano

19.04.2010   Energia alternativa

A Tolosa è stato avviato un progetto sperimentale per alimentare le lampadine dell’illuminazione stradale con elettricità generata dal passaggio pedonale delle persone.
La tecnologia è stata originariamente sviluppata per l'utilizzo su una pista da ballo night club di Rotterdam.
La città francese di Tolosa è un progetto pilota per la generazione di energia elettrica per le lampade a due passi dalla timbratura di piedi su un marciapiede.
Otto moduli su misura sono stati messi in pavimentazione del centro della città per un periodo di due settimane di prova.
Si spera che esse produrranno 50-60 watt di elettricità per alimentare una lampada nelle vicinanze.
Questa è la prima volta che i moduli vengono utilizzati in un contesto di strada.
Jaap van den Braak è il marketing manager for Sustainable Dance Club, la società dietro i tecnologi. Per fonte di energia alternativa si intende un modo di ottenere energia elettrica fondamentalmente differente da quella ottenuta con l'utilizzo dei combustibili fossili, che costituiscono le fonti "non rinnovabili".
Spesso tale classe di fonti energetiche viene confusa o assimilata a quella delle fonti di energia rinnovabile (che in inglese sono sinonimi) o anche a quella delle fonti energetiche in grado di permettere uno sviluppo sostenibile. In realtà le fonti di energia alternativa comprendono una classe più ampia di forme di produzione di energia comprendendo "qualunque" modo di produzione di energia che non avvenga mediante l'utilizzo di combustibili fossili. Una differenza sostanziale ad esempio è la presenza fra le fonti alternative dell'energia nucleare, che non viene compresa nelle altre due classi.

Pier Vittorio Sodano

   

Morta in ospedale: bambina Nigeriana di 13 mesi.

 

Mi sembra si stia innescando un clima di caccia alle streghe inevitabilmente destinato a sfociare in odio politico. Poco spazio è lasciato al dibattito politico, mentre tutta l'attenzione è destinata alla creazione di pubbliche gogne mediatiche sulle quali cercare scampoli di pubblicità''.

È questa l'agghiacciante storia che, secondo quanto riferisce il quotidiano <la Repubblica>, è iniziata lo scorso 3 marzo: la bimba è morta verso le 5 del mattino del giorno dopo. Il padre, Tommy Odiase, dice <se fosse stata italiana questo non sarebbe successo>. Domenica si è svolta una manifestazione di protesta a Carugate, nell'hinterland del capoluogo lombardo, dove vive la famiglia - e i genitori hanno presentato denuncia per omicidio colposo a carico dei medici e dell’ospedale.

Una tessera sanitaria scaduta è costata la vita a una bambina di 13 mesi. E' questa l'accusa del padre, un nigeriano, che a causa della recente disoccupazione non aveva potuto rinnovare il documento e questo avrebbe determinato fatali ritardi nelle cure al Pronto Soccorso dell'ospedale <Uboldo di Cernusco sul Naviglio>, in provincia di Milano, che avrebbe rifiutato le cure fino all'intervento dei carabinieri.

Desidero segnalare questa vergogna che molti media tacciono in un “ paese civile”.

 

 Pier Vittorio Sodano

10.04.2010  

Energia: storico volo per l'aereo solare

INIZIO DI UNA NUOVA ERA

Scommessa vinta per l'aereo svizzero a propulsione solare:il rivoluzionario Solar-Impulse HB-SIA ha compiuto il primo volo in altitudine. Decollato alle 10.27, in silenzio, dall'aerodromo di Payerne, (Svizzera),il prototipo e' salito a 1.200 metri atterrando dopo 87 minuti.Il perfetto volo di collaudo apre la strada alle prossime tappe del progetto dell'aereo solare in grado di volare giorno e notte senza carburante o emissioni inquinanti. Obiettivo e' il giro del mondo con scalo nel 2013.

http://www.youtube.com/watch?v=Ky2Fj_TQxog

Pier Vittorio Sodano

31.03.2010  

Gloriosi destini…

 

Nello scenario politico di oggi rappresentato “grazie alla non politica dei valori, ”si sta perdendo il senso dell’unità d’Italia e il disorientamento dei cittadini verso quello che viene chiamata unità, si frantuma.

La dizione è ricavata dal telecomando che consente e produce il cambiamento incessante dei canali televisivi; il che abituerebbe il nostro cervello al cosiddetto multitasking, al saper fare molte cose contemporaneamente. Davvero? Io direi, invece, che così veniamo abituati alla <<sconnessione >>, a un saltare di palo in frasca che equivale alla distruzione della logica, della capacità logica di pensare una cosa alla volta, di mettere questa scomposizione analitica in sequenza, e nell’accertare se un rapporto prima-dopo sia anche un rapporto causa- effetto. Il progresso della tecnica è inevitabile. Ma deve essere contrastato quando produce l’homo stupidus stupidus. Sempre più i ragazzi di oggi vivono per 12 ore al giorno in «iperconnessione » e così, anche, in «sconnessione». Sono giustamente disgustati dalla politica. Ma dovrebbero anche essere disgustati di se stessi. Cosa sapranno combinare da grandi?

 

Pier Vittorio Sodano

 
26.03.2010   C’è più sicurezza insieme! 1 clik… x te

Ciao, il 2 aprile parte nelle piazze dei capoluoghi di regione la 1^ giornata nazionale della sicurezza sul web. Gli infopoint con gli esperti della Polizia Postale e delle Comunicazioni saranno a disposizione per aiutare a difendersi dai pericoli e dalle insidie che si nascondono nella Rete.
L’evento clou dell’iniziativa sarà un concerto riservato a 3000 studenti e che sarà trasmesso il 3 aprile su Rai1, all’interno del programma "Le amiche del sabato".
Perché un concerto? Per portare ai giovani un messaggio di legalità e sicurezza attraverso la musica e lo stare insieme. Lo slogan dell’evento è infatti "C’è più sicurezza insieme! 1 clik… x te".
Anche Microsoft si è unito all’iniziativa e per l’occasione sul portale MSN ha dedicato un minisito all’evento. Lo troverai all’indirizzo http://notizie.it.msn.com/polizia-di-stato/

Vieni a trovarci in piazza, saremo:

  • ANCONA: Piazza Roma
     
  • BARI: Piazza della Libertà
     
  • BOLOGNA: Piazza Maggiore
     
  • CAGLIARI: Via Garibaldi
     
  • CAMPOBASSO: Piazza Guglielmo Pepe
     
  • CATANIA: Piazza Università
     
  • FIRENZE: Piazza della Signoria
     
  • GENOVA: Piazza De Ferrari
     
  • MILANO: Piazza San Carlo
     

  • NAPOLI: Piazza Trieste e Trento
     

  • PALERMO: Piazza Politeama
     

  • PERUGIA: Piazza Matteotti
     

  • PESCARA: Piazza Salotto
     

  • POTENZA: Piazza della Prefettura
     

  • REGGIO CALABRIA: Piazza Campagna
     

  • ROMA: Piazza Navona
     

  • TORINO: Piazza Castello
     

  • TRENTO: Piazza Duomo
     

  • TRIESTE: Centro Commerciale le Torri, via B. Dalvino
     

  • VENEZIA: Piazza San Marco

(Pier Vittorio Sodano)

24.03.2010  

PAPPAMENTO O PARLAMENTO?

Se a una cena tra amici qualcuno vi raccontasse che la Camera dei deputati spende circa nove mila euro al mese per pagare l'affitto di un ufficio per ogni deputato probabilmente non ci credereste. “Forse a quel prezzo sarebbe meglio affittare una stanza al Grand Hotel”, scherzi a parte, ma non troppo.

Dalla gran mole di dati spunta fuori pure una convenzione tra la Camera e il Centro Diagnostico Pantheon, non a carico del bilancio di Montecitorio (è finanziata con una quota di 800 euro al mese che ogni singolo deputato versa ad un Fondo di Solidarietà) ma che consente agli onorevoli e ai loro familiari (anche se coppie di fatto) di ricevere rimborsi per interventi di chirurgia plastica e di accedere ad una serie di prestazioni: cura del sonno a 516,46 euro, shiatsu terapia a 75 euro, elettroscultura o ginnastica passiva a 75 euro, balneoterapia con 1860 euro di plafond annuo e 3100 euro l'anno per la psicoterapia.

Ma la voce più significativa che incide direttamente sui 138 milioni e passa di euro che la Camera spende per fornitori e contratti vari è proprio quella degli uffici, con un versamento alla società (Milano 90 srl) del gruppo Scarpellini di 46,5 milioni di euro solo per l'affitto di Palazzo Marini: una serie di immobili dislocati tra via del Tritone e piazza San Silvestro che nel 2007, costavano 30 milioni di euro.

Montecitorio e il Senato hanno in locazione da privati o dal demanio ben 22 immobili per un totale di 204 mila metri quadri, mentre il museo del Louvre ne ha solo 60 mila. E gran parte di questi 204 mila metri quadri sono ripartiti nelle strutture di palazzo Marini destinate agli uffici dei deputati. Uffici che, non servono a nessuno. Scorrendo i dati messi on line si scopre poi che la (Milano 90 srl) fornisce alla Camera non solo la locazione degli uffici, ma anche servizi di ristorazione delle mense di via del Seminario e di Palazzo Marini (2.670.480 euro annui), mentre la ristorazione per deputati e dipendenti di Montecitorio è fornita dalla (Compass Grup Italia spa), che secondo il bilancio di previsione, riceverà nel 2010 3.857.712 euro.

E non sono poche le voci che superano il milione di euro: per l'affitto di posti auto e moto vengono pagati 787 mila euro alla (Colonna srl), oltre 112 mila euro alla (Edilcrispi srl), 222.196 euro alla (Saba Italia spa), mentre per il lavaggio e la custodia delle vetture, la (Co.pisa.scrl) riceve 418 mila euro all'anno. Per la manutenzione della tappezzeria e falegnameria e per l'acquisto di arredi, la Camera versa 1.214.400 euro alla (Troiani srl), mentre i servizi di pulizia nel 2010 costeranno circa 5 milioni di euro.

A titolo informativo.

 

Pier Vittorio Sodano

 

22.03.2010  

FARE POLITICA CON RISPETTO E COERENZA

Il gruppo della lista regionale IL POPOLO DELLA LIBERTA’ BERLUSCONI PER IL PIEMONTE ha diffuso nella nostra Città un pieghevole di propaganda elettorale, decidendo di dedicarmi un’intera pagina, nonostante non sia candidato al Consiglio Regionale. Non voglio lamentarmi dicendo che sono tutte bugie e “cattiverie”: certe semplificazioni e puerilità le lascio a chi non ha argomenti concreti.

Il pezzo tuttavia è chiaramente costruito per denigrare, mistificare, ricorrendo, purtroppo, all’insulto personale. Legittimo allora dare la mia versione sulla questione affrontata: l’impianto di trasformazione dell’amianto.

Intanto affermare che si voleva costruisce un ecomostro, significa non conoscere nulla della normativa vigente ed insultare le autorità in materia, alle quali noi ci siamo invece sempre rivolte con fiducia quando abbiamo avuto dubbi su aspetti ambientali come ad esempio quelli legati all'amianto presente nella ex Ceramica Pozzi.

Già nel 2002 avevamo più volte sollevato in Consiglio Comunale il problema delle coperture in lastre di eternit dell’ex stabilimento Pozzi, senza mai avere risposte concrete, tanto che nel 2004 come Consiglieri Comunali abbiamo presentato esposto ai Carabinieri che ha determinato l’intervento dell’A.R.P.A. Successivamente è iniziata la bonifica dell’intero sito che ha riguardato non solo le lastre di copertura, ma altresì le varie parti dove era presente l’amianto. Tale bonifica ancora non è terminata, infatti solo il 50% dei 41.000 mq di coperture in eternit è stato rimosso.

Ciò detto veniamo alla questione dell’“ecomostro”. Intanto cos’è l’amianto: un minerale naturale che (semplificando) si presenta in forma di fibre allungate e sottilissime che hanno la possibilità di essere “tessute”, usate in forma di “lana minerale” o impastate con il cemento. In ogni caso si ottengono manufatti con ottime caratteristiche meccaniche, di leggerezza e grande capacità di coibentazione termica. Proprio queste caratteristiche ne hanno determinato il grande successo industriale e diffusione, fino a quando si è avuta la certezza che se respirate quelle fibre determinano una malattia mortale senza possibilità di cura. Anche la Ceramica Pozzi usando nei suoi primi anni di attività il caolino in forma di polvere causava una grave malattia, la silicosi, che colpiva chi ci lavorava e anche chi abitava vicino allo stabilimento.

Con la Legge 27 marzo 1992, n. 257 - Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto – di fatto l’amianto viene rimosso dalla possibilità di utilizzo e commercializzazione, la stessa legge stabiliva anche le modalità di smaltimento, che era sostanzialmente il conferimento in discarica o l’esportazione. La soluzione della discarica, ovviamente non è definitiva, perché l’amianto non si trasforma e rimane inalterato nel tempo, come la sua pericolosità. Il cosiddetto ecomostro si proponeva come un sistema di trasformazione fisica definitiva delle fibre portandole a temperature elevatissime e modificandone le stato fisico fino a poterle utilizzare come inerte in diverse lavorazioni industriali (riciclaggio invece che semplice interramento in discarica).

E’ evidente perciò che l’impianto non si sarebbe occupato di realizzare manufatti in amianto bensì della eliminazione definitiva dello stesso in un ciclo produttivo che avrebbe rispettato la normativa in tutela della salute degli addetti e della collettività. Quindi la prima area proposta, come ben noto al Sindaco, non era S. Bernardo vicino alle residenze, ma un opificio industriale dismesso vicino alla SIRCE e lontano dalle abitazioni, come vuole la Legge in materia. Non sarebbe stato possibile avere le autorizzazioni se lo stabilimento fosse stato vicino alle abitazioni, proprio per evitare qualsiasi margine di rischio. In quanto al fatto che fossi io il progettista, anche qui nessun dubbio: fin da subito ho seguito la pratica con i miei committenti, tutto alla luce del sole, così come alla luce del sole questi si sono ritirati per costruire altrove, quando hanno visto l’opposizione dell’Amministrazione. Quindi nessuno ha cacciato nessuno, ma il tutto è il risultato di scelte di politica locale.

Questa la ricostruzione della vicenda; chiara, inequivocabile, come inequivocabile rimane il fatto che ancora oltre 20.000 mq di lastre di eternit sono sulle coperture della ex Pozzi e che le lastre si stanno rompendo disperdendo fibre mentre l’Amministrazione sta a guardare.

Gattinara lì 20/03/2010

Giorgio Lazzarato

10.03.2010  

RIFLESSIONI E COMMENTI

Chi ha sbagliato, non c’è dubbio, è il PdL nella presentazione di liste e listini in Lombardia e Lazio. Errori gravissimi su cui adesso non si riflette più, perché la bagarre si è spostata sul decreto interpretativo varato dal governo e firmato da Napolitano. Errori che hanno portato a una situazione paradossale: i cittadini delle due principali città del paese non avrebbero trovato nella scheda elettorale il primo partito italiano. Per il governo (parte interessata), ma soprattutto per il capo dello Stato, garante di tutti, un conflitto tra diritti sostanziali: quello di essere tutti uguali di fronte alle regole burocratiche, e quello di votare per il partito che si vuole.

Il presidente della repubblica si è trovato di fronte a un governo che non voleva ammettere gli errori del suo partito di riferimento, e che anzi voleva cambiare le regole in corsa in modo unilaterale. Napolitano ha fatto la voce grossa con Berlusconi e gli ha impedito ogni scelta a rischio di incostituzionalità, e ha accettato solo il decreto interpretativo come male minore. Avrà fatto bene o male a scegliere così, cioè a tentare di salvaguardare due piani diversi di diritti. Ma sicuramente lo ha fatto al riparo da ricatti e subalternità. E dipingere scenari di violenze, o procedure di impeachment, come se il vecchio galantuomo riformista fosse il Nixon del Watergate, vuol dire piegare la realtà ai propri incubi o desideri. Diciamoci la verità: la soluzione del decreto salva-liste riammette il PdL alla corsa elettorale e contemporaneamente lo costringe a una campagna segnata da questo atto di forza, in cui si dovrà difendere da due accuse a tenaglia: “non siete capaci nemmeno di presentare le liste, figuriamoci se sapete governare”, e “vi fate le leggi su misura per coprire le vostre incapacità”. Anche la meno ostile delle opposizioni batterà legittimamente su questi due tasti, incapacità e prepotenza.

E qui arriviamo agli errori gravissimi di cui parlavo all’inizio, e che il centro-destra rischia comunque di pagare a caro prezzo. Nella foga di passare al capitolo successivo della storia, decreto sì-decreto no, si è trascurato di analizzare i motivi profondi di quel che è successo. Com’è possibile mettere a repentaglio la presentazione delle liste di partito e governatori sia a Milano sia a Roma? Un errore ci sta, due possono essere una coincidenza. Ma una simile catena di sbagli e inesattezze non può essere casuale. E, infatti, non lo è. Il Partito delle Libertà, lanciato dalle elezioni del 2008 e passato attraverso un congresso fondativo un anno fa, è un’organizzazione politica che fa acqua da tutte le parti. Nonostante sia il primo partito del paese, nonostante governi l’Italia, le sue regioni più floride e le città principali, nonostante il terreno spianato da un’opposizione a lungo assente e rinunciataria, il PdL continua ad essere un movimento a geometria irregolare. La fusione tra Forza Italia e Alleanza Nazionale è in gran parte irrealizzata, con apparati ed esponenti delle due sigle che convivono sotto le insegne del nuovo partito come separati in casa, con tanta gente che in realtà risponde solo a Berlusconi o a Fini (le due cose continuano ad essere alternative), con i leader regionali e i sindaci che mantengono il loro pacchetto di influenza come feudatari. Immaginate come può essere la burocrazia di un partito così disegnato. Aggiungete la confusione che una simile stoffa trapuntata di posizioni e di interessi può generare quando bisogna comporre le liste elettorali e capirete bene come mai quel poveraccio che è stato immortalato dai videofonini all’interno del Tribunale di Roma se ne stava ancora lì chino sui fogli a cambiare questo o quel nome, quando ormai il tempo era scaduto… Rischia di essere lui, che per giunta si chiama Milioni, l’emblema della prima forza italiana, e della sua primaria debolezza.

 

 

N. B. Conferenza Stampa del 10 marzo 2010

Contestazioni che hanno provocato la reazione del gruppo di militanti del Club della Liberta' che attendevano il premier. Molti gli slogan gridati dai militanti del Pdl:’Il comunismo non passerà',’A lavorare, andate a lavorare',’Chi non salta comunista e''. Il premier e' entrato sorridente nella sede, dove tra pochi minuti inizierà la conferenza stampa.

Conferenza stampa di Berlusconi: l’unica cosa sensata sortita dal primo Ministro: adesso tutti andremo votare a Roma e i nostri elettori voteranno per quei candidati che rappresentano il centro-destra. Per il resto, profuso con tanto sarcasmo e il solito ritornello, persino contro un giornalista Freelance ( giornalista libero) sono volati insulti.

Pier Vittorio Sodano

9.03.2010  

IL FISCO DA I NUMERI

 

Lo scorso martedì 2 marzo, in un’affollata conferenza stampa, è sceso in campo direttamente il grande Capo dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera che, tutto impettito, ha annunciato gli “straordinari risultati ottenuti dalla sua Agenzia nel contrasto e nel recupero dell’evasione fiscale”. 9,1 miliardi di euro (nove virgola uno miliardi di euro) incassati nel 2009 contro i soli 6,9 miliardi (sei virgola nove miliardi) riscossi l’anno precedente. Stupefacente! Mi domandai.

Procediamo per ordine, con l’invito a prestare un minimo d’attenzione poiché si tratta di poste contabili non sempre chiare che possono sfuggire ad un occhio non proprio esperto della materia fiscale. Nei ricavi dovuti ad accertamento d’attività, sono considerati ben 577 milioni di euro versati dalle ex società municipalizzate a “titolo di recupero degli aiuti di stato indebiti goduti negli anni novanta e dei quali l’Unione Europea ha disposto il recupero“. E’ evidente che tali introiti non hanno nulla a che vedere con la lotta all’evasione ma sono, al più, un recupero forzoso di un debito contratto con l’UE da queste società pubbliche. Inutile dire che sia nella comunicazione ufficiale di Befera, sia nei successivi lanci giornalistici, nessuno si è preso la briga di non considerare queste cifre al netto dell’evasione e del suo accertamento, e quindi di escluderle dal computo.

Oltre a ciò, una parte rilevante dei ricavi 2009 indicati dall’Agenzia delle Entrate, proviene dalla conclusione d’importanti pratiche avviate nel 2006-2007 relative a diverse grosse società (come Telecom, per esempio) con capitali dislocati all’estero. Si tratta di centinaia di milioni accertati molti anni prima e il cui recupero è arrivato a termine dopo il classico disbrigo burocratico, solo nel 2009.

Se dai “famosi” 9,1 miliardi di euro sottraiamo le cifre prima indicate otteniamo un risultato operativo inferiore di oltre 1 miliardo di euro a quello dichiarato dall’Agenzia. L’incremento del 32% nei risultati operativi del 2009 rispetto a quelli del 2008 va più seriamente ricondotto ad un 15%, valore questo nettamente inferiore a quello dell’incremento registrato, per esempio, tra il 2006 e 2007 che aveva visto un incremento del 46%. In pratica, depurati delle poste impropriamente incluse nel bollettino illustrato da Befera, i risultati conseguiti dall’Agenzia delle Entrate nell’anno 2009 risultano fortemente ridimensionati e privi di quel carattere di eccezionalità che si è cercato di attribuire in questi giorni sui media.

Chissà perché queste analisi pochi media le fanno, limitandosi a riportare quanto contengono i comunicati di questi pseudo-tecnici. La mancanza di un cane da guardia dell’informazione, non so se per incapacità tecnica o per “accondiscendenza” servile, rappresenta un’enorme anomalia. Anche i cosiddetti media sembrano incapaci di INFORMARE.
 

Pier Vittorio Sodano

4.03.2010  

Burocrazia

Nessuno ama le procedure burocratiche, si capisce,  ma quando valgono per tutti, allora diventano LE REGOLE ed il loro rispetto è fondamentale per una democrazia che ha il suo valore più alto nel rispetto delle minoranze. Il potere e le maggioranze sanno farsi valere da soli e cercare di modificare le regole del gioco per adattarle ai propri interessi, anche contingenti, significa non essere democratici.

Il riferimento è chiaramente agli errori che hanno per ora escluso dalle elezioni regionali le liste della maggioranza a Milano e a Roma, prendendo per buone le giustificazioni impossibili che sono state offerte per i ritardi nel presentare le liste stesse e per le  mancanze. Se gli errori sono di poco conto ed in buona fede è giusto accoglierne le scuse e il ricorso (non le bugie e i tentativi di attribuire la colpa ad altri), ma lasciamo che siano gli organi di cui ci siamo dotati (tribunali) a decidere, senza gridare al complotto e senza cercare sollevazioni di piazza a sostegno di chi ha sbagliato

In democrazia non c’è di peggio che contare sul potere della maggioranza per ignorare le regole, pensando che tutto sia consentito e rimediabile, solo perché, appunto, si possiede in quel momento storico la parte maggioritaria del consenso pubblico. Non è così e se la documentazione non è regolare, è giusto che le liste siano estromesse. Gli elettori avranno la possibilità di scegliere tra chi ha operato bene e partecipa con le carte in regola alla competizione elettorale.

Si ha spesso la sensazione che chi fa politica sia uso fare i propri comodi, scavalcando le regole che per gli altri non sono superabili (provate a pagare in ritardo un qualsiasi tributo o a presentare in ritardo la domanda per un concorso pubblico), ebbene meglio che si sappia che la democrazia non è questo.

Poi, leggendo i resoconti di molti giornali di tutti gli schieramenti, si ha l’impressione che la faccenda delle liste ritardatarie e imperfette nasconda contrasti personali e lotte intestine (dubbio sorto anche per la vicenda Masoero, tanto che un esponente dello stesso partito ha dovuto rettificare quanto scritto sul proprio blog di Facebook). Allora forse non è così inopportuno che “stiano fermi un giro”. In ogni caso impariamo ad accettare quanto deciso dagli arbitri (tribunali): li abbiamo inventati apposta per sanare le liti e vigilare sul rispetto delle regole.

Giorgio Lazzarato

 

3.3.2010  

Sos giovani ed alcol

 

È unanimemente risaputo che l’alcol può dare dipendenza. La popolazione, però, è meno consapevole dei grossi rischi legati all’ubriacatura sporadica, quali incidenti, violenza e problemi di salute, perché senza l'alcool non riescono a divertirsi e a rapportarsi normalmente con le altre persone. “Vedo amici che durante una ''serata senza alcool'', sono tristi e non si divertono, oppure altri che, se dopo aver bevuto non hanno effetti da 'sbronza', si rassegnano e provano a bere ancora un po’... L'alcool da l’impressione di essere senza freni, dopo che l'hai provato, quando non bevi pensi di avere troppi freni e non poter fare niente …oppure c'è chi viene in discoteca, e senza alcool non balla, forse perché certi si vergognano, sono timidi, non so....e allora viaaaa altro alcool !

I ragazzi italiani consumano alcol per la prima volta ad un'età che è la più bassa in Europa, poco più di 12 anni, e al di sotto dei 13 anni consumano bevande alcoliche con una prevalenza tra le più alte dell'Ue. Così, nel 2008 il 17,6% dei giovani di 11-15 anni ha consumato bevande alcoliche, in un'età al di sotto di quella legale per la somministrazione e per la quale il consumo consigliato è pari a zero. Un dato allarmante! Statistiche alla mano, tra i giovani di 18-24 anni di entrambi i sessi, ha consumato bevande alcoliche il 70,7%, con una prevalenza superiore alla media nazionale. Inoltre, per quanto riguarda i giovani, la bassa età del primo contatto con le bevande alcoliche è l'aspetto di maggiore debolezza (in media 12,2 anni di età).

Tra i comportamenti a rischio è sempre più diffuso il binge drinking (abbuffate d'alcol fino all'ubriacatura), soprattutto nella popolazione maschile di 18-24 anni. Altra tipologia di consumo a rischio prevalente tra i giovani è, inoltre, il consumo fuori pasto fra gli 11 e i 24 anni. Nella stessa fascia di età, tra maschi e femmine ha praticato il binge drinking nel corso dell'anno.
Pier Vittorio Sodano
23.2.2010  
Tangenti

La cosa enormemente tragica che emerge in questi giorni è scoprire da questa classe di politici che esiste la corruzione!

 
La cosa però che continua a sorprendermi è che nessuno appunto si sorprende. Nessuno trova nulla da eccepire. Le denunce della Corte dei Conti (che vengono reiterate periodicamente) non sortiscono effetto alcuno. Quella stessa classe politica che, che fondamentalmente rappresenta la causa ed il volano di tutto questo continua puntualmente ad essere ricettacolo di consensi e di voti. Permettiamo a questa gente di decidere delle nostre vite (ci fanno franare addosso alle montagne, crollare i tetti delle scuole, ci piazzano le centrali nucleari nel cortile, ci abbandonano in ospedali fatiscenti, ecc...) eppure niente: alla fine il nostro voto lo ottengono sempre. 
C'è poi un ultimo particolare su cui vorrei riflettere: sotto accusa in questi giorni è finita la Pubblica Amministrazione come vero e proprio luogo privilegiato della massima corruzione possibile in Italia. Questa immagine, anche se sicuramente fondata su situazioni reali, mi piace comunque poco. Viene da pensare che tutto questo finisca con l'essere l'ennesimo tassello nella guerra di demolizione di tutto ciò che è pubblico in Italia. La P/A in Italia non è fatta di un esercito di corrotti e fannulloni: non è un caso che il marcio vero nella P/A esiste semmai laddove si innestano i rapporti torbidi fra dirigenza pubblica e politica. La sanità, gli appalti per le infrastrutture, l'università, forniture, ecc. rappresentano i grandi territori di caccia della corruzione che si manifesta in primo luogo nel fenomeno della "selezione avversa" ovvero la persona sbagliata (scelta sempre dalla politica) nel posto sbagliato.
 
Pier Vittorio Sodano

 

10.2.2010  

Il futuro è nel sole

 
L'utopia di un futuro senza energia nucleare è un sogno per il quale bisogna impegnarsi concretamente se vogliamo continuare a credere nella vita, in ogni forma di vita, sul nostro pianeta. Per troppo tempo abbiamo creduto alle promesse di un'era atomica: la pace mondiale grazie all'equilibrio della paura, disponibilità di energia senza limiti - è questo il modo in cui credevamo di poter assicurare un futuro a tutti. Troppe sono però le persone in tutto il mondo, di cui nessuno parla, che vengono sacrificate a questa "promessa”.

Sia il nucleare che i combustibili fossili rischiano di spedire indietro nostro sviluppo. Per risolvere il problema dell'energia, bisogna rivoluzionare completamente il sistema. Il Governo Italiano vuole ripristinare ciò che noi cittadini abbiamo escluso, “le centrali nucleari”, spendendo milioni su milioni solo per la ricerca di siti che nessuno vuole. La strada promettente è piuttosto il solare, che sta crescendo al ritmo del 40% ogni anno nel mondo e dimostra di saper superare gli ostacoli tecnici che gli capitano davanti.

Mentre altri paesi in cui si concentrano i progressi sono: Spagna, Cile, Messico, Cina, India Germania. Stati Uniti".

La Francia per esempio va avanti con più di cinquanta impianti nucleari, e che gli stessi francesi stanno rivedendo i loro programmi sulla tecnologia delle centrali, tanto che si preferisce ristrutturare i reattori vecchi piuttosto che costruirne di nuovi? Se non c'è risposta a queste domande, diventa difficile anche solo discutere del nucleare italiano".

Dei passi avanti nel solare li sta muovendo anche l'amministrazione americana, insieme alle nazioni latino-americane, asiatiche, a Israele e molti paesi arabi. L'unico dubbio ormai non è se l'energia solare si svilupperà, ma se a vincere la gara saranno cinesi o statunitensi".

Quindi bisogna investire tutto sulla ricerca del solare e altre fonti rinnovabili “senza perdere tempo” creando grandi centrali solari e investendo sulle nuove abitazioni ecosostenibili.

 
Pier Vittorio Sodano

 

10.2.2010  

Affermazioni dei politici del PDL.

 

Il nostro Paese non può continuare ad avere posizioni antistoriche e ideologicamente opposte a quelle del resto dl'Europa e del mondo. Il nucleare di nuova generazione e' sicuro, lo dicono tutti i maggiori scienziati del mondo ed e' l'unica via per contrastare il riscaldamento globale della Terra.

Peraltro sono gli italiani che vogliono il ritorno al nucleare, come hanno deciso loro stessi nel 2008, dando fiducia a stragrande maggioranza al programma elettorale del Pdl e del Governo Berlusconi.

Il Decreto approvato oggi in Consiglio dei Ministri rafforza la nostra posizione: prevede che l'autorizzazione unica venga rilasciata previa intesa con la Conferenza Unificata (quindi la Stato - Regioni); che le Regioni possano formulare osservazioni e proposte tecniche sui criteri e prevede anche la "valutazione ambientale strategica". Inoltre e' previsto che il ministero dello Sviluppo Economico sottoponga ciascuno dei certificati all'intesa della Regione interessata che si esprime previa acquisizione del parere del Comune interessato. Per noi vale comunque quanto più volte detto dal presidente Berlusconi.

Il Governo non imporrà centrali a nessuna Regione.

 Con questa ultima affermazione mi sorgono molti dubbi…

 

Pier Vittorio Sodano

 

9.02.2010  

IL TEATRINO DEL SINDACO - BIS

Il T.A.R. ha “bocciato” l’Amministrazione Comunale di Gattinara, non la minoranza.

La delibera del 9 settembre 2009, che il Tribunale non ha bocciato ma per la quale chiede chiarimenti sulle motivazioni, è stata necessaria per fermare il progetto presentato dal Consorzio Baraggia. Senza di quella l’Ufficio Tecnico avrebbe dovuto rilasciare il Permesso di Costruire e i lavori sarebbero iniziati, invece ha potuto emettere un provvedimento di archiviazione, altro atto per cui il Tribunale ha decretato la sospensiva in attesa dei chiarimenti.

Insomma, il Consorzio Baraggia ha presentato ricorso contro questi due atti per la loro rimozione e mantenere validi quelli precedenti, quelli approvati dalla sola Giunta (delibera G.M. n. 114 e schema di Convenzione con la Baraggia, Verbale della Conferenza dei Servizi in Provincia dove l’Assessore chiede di rinunciare allo studio di impatto ambientale) o dalla Maggioranza consiliare (Delibera di C.C. n. 37/2007 con cui si approva una variante specifica di Piano Regolatore per permettere i lavori). Insomma sig. Sindaco, il nostro intervento (di tutto il Consiglio, compreso i consiglieri di maggioranza) si è reso necessario per cominciare a correggere i Suoi gravi errori.

Purtroppo non avendo argomenti sostenibili Lei cerca lo scontro personale invece di adoperarsi per trovare un accordo che possa garantire e soddisfare entrambe le parti. Quello che Lei definisce progetto alternativo è una semplice idea diversa per lo stesso risultato, mettiamoci al tavolo e perfezioniamola, ringraziando chi l’ha proposta invece che denigrarlo.

Ultima considerazione: i tecnici regionali hanno risposto alla richiesta di spostare i diritti di concessione in capo al Consorzio, dicendo che la possibilità rientra nei termini di legge, purché siano rispettati tutti i presupposti della stessa. Chi deve decidere è la Provincia di Vercelli il cui Presidente si chiama Renzo Masoero, candidato per il PdL alle elezioni regionali, a capo di una Giunta in cui Lei era assessore e suo compagno di partito. Visto che Lei ama spesso riferirsi più alla amicizie che ai rapporti istituzionali, chieda al suo compagno di partito di negare la cessione dei diritti richiesti e tutto sarà risolto, insomma si rivolga a chi deve decidere, non a chi è tenuto ad un semplice parere.

 

Lazzarato Giorgio

 

8.02.2010  
Sabato mattina gli Amministratori Regionali, Assessore Nicola de Ruggero e Consigliere Alessandro Bizjak, accompagnati dai Volontari A.I.B. di Gattinara, hanno potuto visitare il bosco ed i luoghi interessati dai lavori di costruzione del "tubo", che vorrebbe realizzare il Consorzio Baraggia e poi hanno tenuto un breve incontro con stampa e cittadini presso la sede dell'Associazione Culturale, per ribadire che la necessità di trovare un soluzione alternativa al tubo, evitando la distruzione del bosco fluviale ed i danni ai proprietari interessati.
Il sopraluogo e l'incontro è stato organizzato dai gruppi consiliari di minoranza, per garantire la massima e completa informazione anche sul progetto e conseguenze. Nell'intervento l'Assessore ha ben sintetizzato che senza un parere o accordo preventivo con il Comune, difficilmente il Consorzio si sarebbe spinto a predisporre un progetto esecutivo dell'opera, con i relativi elevati costi, smentendo ancora una volta il Sindaco di Gattinara rispetto alla procedura fino ad oggi seguita.
Penso non vi siano dubbi alcuni sulle responsabilità del Sindaco sulla situazione attuale e sui rischi processuali che si corrono, ancora una volta invitiamo sindaco ed assessore all'Ambiente a trarre le giuste conclusioni.
Il Gruppo L'Unione per Gattinara
Patriarca Franco
Biondi Giuseppe
Rizzato Manuela
Lazzarato Giorgio
5.02.2010  

CRISI  PROFONDA

L’origine dell’attuale situazione mondiale è lontana nel tempo e risale agli inizi degli anni Novanta, caratterizzati dalla new economy, ossia dall’economia dei servizi. Molti analisti del tempo sostenevano che questa nuova via dell’economia potesse soppiantare in gran parte l’old economy, ovvero quella dei prodotti alimentari, energetici e industriali, quindi l’economia che ci ha fatto prosperare. La nuova via dell’economia dei servizi, imperniata su quelli finanziari, favorì e incentivò la nota corsa alla speculazione di borsa che durante gli otto anni di presidenza di Clinton illuse i grandi e soprattutto i piccoli risparmiatori che “giocando in borsa” sarebbe stato possibile arricchirsi. Come era da attendersi, la bolla della new economy scoppiò con perdite ingenti per i risparmiatori. La speculazione internazionale si spostò allora sul mercato immobiliare con conseguente formazione della bolla speculativa scoppiata anch’essa clamorosamente. Subito la speculazione internazionale ha creato un’altra bolla, quella del petrolio e sui generi alimentari. Di conseguenza ha innescato l’inflazione internazionale, dal rialzo del prezzo dell’oro.  La Bce, invece, mira esclusivamente a contenere l’inflazione e agisce in assoluta autonomia dai governi nazionali ai quali, in ossequio al trattato di Maastricht, non può essere concesso alcun credito. Così gli interventi della Bce sul mercato monetario si muovono nell’ambito delle banche commerciali, ossia delle banche che da molti anni finanziano le bolle speculative. Non è stata ancora appresa la lezione che la storia finanziaria di questi ultimi decenni ha tentato di impartire. Le banche centrali debbono collaborare anche con i governi e questi devono essere in grado di privilegiare la politica economica sulla finanza speculativa, che lascia sempre rovine e disoccupazione. La crisi è talmente profonda e vasta che è necessario una stretta collaborazione oltre che tra le banche centrali, anche tra i grandi paesi Europei. Il problema più grave e che da noi la grande finanza usa i bassi tassi di interesse per speculare contro governi più esposti ad indebitamento. Cosi i governi sono costretti a misure aggiuntive. La comunità perde sempre più, la grande finanza guadagna sempre più. L’Italia e l’Europa, se vogliono uscire da questa empasse speculativa, devono intervenire da subito sui guadagni di capitale, imponendo tasse molto alte. Oggi è più facile speculare in borsa che creare posti di lavoro e lavorare per vivere. In Italia si punta molto sui tagli di spesa corrente, chiedendo ancora più sacrifici ai cittadini. Insomma, perché dobbiamo costringere la gente a fare più sacrifici, se non ha colpa?

Pier Vittorio Sodano

 

5.02.2010  

IL SENSO DELLE COSE - BIS

In una delle tante uscite fatte dal sindaco Riva Vercellotti sulla stampa locale, asseriva che le bugie hanno le gambe corte. Verissimo quando applicato alle dichiarazioni fatte da Lui dopo la sospensiva del T.A.R. nella vicenda del tubo Baraggia. I fatti riferiti sono relativi alla sospensiva degli atti comunali decisa dal Tribunale Amministrativo per carenza di motivazione, così come chiesto dal ricorrente Consorzio Baraggia. Il Sindaco sostiene di aver riscontrato nella riunione capigruppo (quella precedente il Consiglio del 9 settembre)  una carenza di motivazioni ma che i presenti non hanno tenuto conto di questa sua osservazione. Assolutamente non vero: durante la riunione si sono discussi la data della convocazione ed il dispositivo del deliberato (cioè della decisione politica del Consiglio di opporsi al progetto), per altro modificato ed articolato diversamente dal Consiglio Comunale. Prima “gamba corta” delle dichiarazioni del nostro primo cittadino.

Poi, ricevuto il disposto del ricorso, i due gruppi di opposizione hanno riformulato la richiesta di Consiglio Comunale proprio per aggiungere le motivazioni che l’avvocato del Consorzio riteneva carenti. Consiglio convocato di fretta la mattina del 28 dicembre. In questa sede la maggioranza, con l’astensione della Lega Nord, bocciava la nostra proposta. Il Sindaco motivava il parere negativo su suggerimento dell’Avvocato difensore del Comune, lo stesso avvocato che nell’intervista rilasciata a La Sesia di martedì 2 febbraio asserisce che era necessario ripetere il provvedimento con maggiori motivazioni.

Ma allora perché ora il Sindaco sostiene che si aspettava la decisione del T.A.R.? E’ la “seconda gamba corta”?

Il minimo che ci si possa aspettare ora è un’assunzione del dato di realtà che è sotto gli occhi di tutti: in questa vicenda Sindaco ed Assessore all’Ambiente si sono mossi e continuano a muoversi con incompetenza e superficialità esponendo Gattinara a ripercussioni gravi. In un frangente del genere qualsiasi amministratore con un corretto senso delle Istituzioni rassegnerebbe le proprie dimissioni. 

 

I Consiglieri del Gruppo

L’Unione per Gattinara

Patriarca Franco

Biondi Giuseppe

Lazzarato Giorgio

Rizzato Manuela

 

26.01.2010  

Riflessioni di Pensiero.

 I pensieri come fattori che predispongono alle emozioni: l’utilità di imparare a pensare in modo positivo. Questi sono anni di cambiamento: da una società in cui i problemi umani venivano posti in termini di benessere materiale, stiamo passando ad una in cui il tema politico più importante sta diventando quello del ritrovarci. 

Si sente la necessità di far fronte alla realtà contemporanea, travolta da innumerevoli cambiamenti e ormai priva del rassicurante sostegno di prospettive facilmente pianificabili, che portano ad un disagio e ad una confusione che si manifestano con crescente insistenza.

Mentre in passato potevamo sentire una certa sicurezza e stabilità per quanto riguardava il lavoro, il matrimonio, l’ambiente futuro, ora sembra tutto a rischio. I giornali riportano in continuazione articoli riguardanti fusioni di compagnie in cui migliaia di persone perdono il loro posto di lavoro. Poi ci sono i problemi dell’ecosistema, il riscaldamento globale, oggi entrato in azione sottoforma di uragani ed alluvioni. E infine, ci sono le relazioni quotidiane di conflitti armati in tutto il mondo che sebbene lontani, abbiano comunque un effetto di instabilità. 

Se confrontiamo lo stile di vita e il ritmo lavorativo di oggi con quello di una decina di anni fa, ci rendiamo conto di quanto siamo molto più stressati e sotto pressione per le questioni economiche e costrette ad un ritmo di vita assai più frenetico. Le fonti di stress provengono dal nostro ambiente più immediato, come i datori di lavoro (a loro volta stressati), i familiari, e gli amici, ma nascono anche dentro di noi, dai nostri problemi personali, le nostre insicurezze e la mancanza di fiducia in noi stessi. 

Oggi ci si rende però sempre più conto di quanto lo stress sia nocivo per la salute e la sfida di oggi è quella di trovare la strada verso un equilibrio tra una realtà esterna in trasformazione e un’interna in evoluzione verso il raggiungimento di un proprio benessere fisico e psichico. Oggi è indispensabile esaminare tutte le fonti di stress per cercare di capire in che modo possiamo affrontarle in maniera più efficace. 

Per riuscire a far questo, possiamo imparare ad organizzare la nostra mente in funzione della vita, imparando a coltivare fiducia in noi stessi, nelle nostre capacità e possibilità, attraverso l’elaborazione di nuovi processi di pensiero che si traducono in serenità, sicurezza e alla fine felicità. 

Ma per fortuna, ogni individuo ha la facoltà di trasformare la propria vita, cambiando i pensieri, perché i nostri pensieri determinano il nostro destino.

<< In ogni istante della nostra vita siamo ciò che saremo non meno di ciò che siamo stati.  >> Oscar Wilde

 Pier Vittorio Sodano

20.1.2010  

IL SENSO DELLE COSE

Nella disperata ricerca di autoconsenso, ogni occasione è buona per attribuirsi meriti, anche con comunicati che possono indurre ad interpretazioni imprecise.

Così nei giorni scorsi è apparso un comunicato dal titolo:

GATTINARA COMUNE VIRTUOSO. IL MINISTERO RICONOSCE UN BONUS DI QUASI 40MILA EURO.

Poi abbiamo verificato che il “bonus” era la possibilità di spendere circa 40.000,00 € oltre il limite del patto di stabilità, sempre avendone la possibilità. Condizione comunque data a tutti i comuni d’Italia con popolazione superiore a 5.000 abitanti che abbiano rispettato il patto di stabilità. Nella Regione Piemonte solo 5 comuni hanno fallito l’obiettivo non potendo così usufruire del bonus, mentre nella provincia di Vercelli i comuni a noi paragonabili ne hanno avuto uno pressoché doppio rispetto al nostro, questo ad ulteriore dimostrazione che non abbiamo un bilancio precisamente florido, nonostante l’impegno e l’attenzione dei funzionari e a dispetto di un Sindaco che conosce poco i conti comunali e che pensa di mettere la polvere sotto il tappeto per fare pulizia.

Ed in questi giorni è comparso un altro comunicato dal titolo:

GATTINARA OTTIENE DALLA REGIONE IL RICONOSCIMENTO DI BUONA PRATICA AMMINISTRATIVA

Anche in questo caso, per quanto riguarda l'attestazione delle buone pratiche amministrative è stato conferito un riconoscimento con lettera della Presidente Bresso e Assessore Deorsola a tutti i Comuni piemontesi che fanno parte di forme associative, nel nostro caso la Comunità Collinare. È questo l’unico merito per aver avuto il riconoscimento. Quindi nessuna graduatoria, ma una semplicemente una tradizione che la Regione rinnova ogni anno per incentivare la gestione in forma associata dei servizi comunali.

Insomma tutto pur di apparire, anche giocando sul vero significato di quanto si ottiene. Ma noi non diremo alla faccia della trasparenza!

 

I Consiglieri del Gruppo

L’Unione per Gattinara

Patriarca Franco

Biondi Giuseppe

Lazzarato Giorgio

Rizzato Manuela

 

19.1.2010  
Bamboccioni: si nasce o si diventa?
 
Questo è un paese dove nel mondo del lavoro (e in particolare in quello delle professioni e della politica) si entra per cooptazione o per casta. Molti giovani avvocati che si avviano alla professione sono figli di altri avvocati. Così per tantissimi medici (per i notai non ne parliamo), per gli architetti, per gli ingegneri ecc. Inoltre, basta leggersi qualche studio del Censis o dell’Eurispes in proposito. Mai come è oggi è pressoché assodato che i figli hanno minori prospettive di benessere, di opportunità e, in poche parole, di miglioramento sociale, rispetto ai loro padri. Crescono poi le diseguaglianze: i ricchi risultano sempre più ricchi (per quanto diminuiscono in valore assoluto) ed i poveri (che sono in aumento) risultano sempre meno abbienti. E’ facile parlare di bamboccioni, specie quando ne discettano professori ed accademici che hanno svolto tutto la loro carriera a cavallo dello Stato e del “para-stato”, in tempi, peraltro, dove i concorsi pubblici si svolgevano un mese sì e l’altro pure. Purtroppo, però, adesso la  realtà è molto, molto diversa. Oggi per un giovane, l’unico appiglio di welfare in un paese dove il welfare (inteso come assistenza) non esiste, è solo la sua famiglia d’origine. Negarlo significa vivere sulla Luna e, soprattutto, ignorare la realtà.
 
Pier Vittorio Sodano

 

14.1.2010  

UN COMUNE VIRTUOSO?

 

Sul Sito del Comune di Gattinara e su alcuni giornali locali, sono stati pubblicati una nota ufficiale ed un commento del Sindaco a proposito del “bonus” attribuito a Gattinara per essere stato un comune virtuoso nel 2008, cioè per aver rispettato il patto di stabilità stabilito dal Governo per la finanza locale.

Vale forse la pena precisare che il bonus di circa 39.000,00 €, non fa riferimento a denaro effettivo che il Comune riceverà dallo Stato, ma corrispondono all’ammontare della cifra che l’Ente Locale è autorizzato a spendere oltre il limite imposto dal patto di stabilità.

In merito alle dichiarazioni del Sindaco, confermiamo il nostro parere secondo cui il bilancio Comunale è in difficoltà gravissime che sono sempre più evidenti. Per avere conferma è sufficiente consultare il bilancio di previsione: qui le spese d’investimento sono praticamente azzerate e inoltre si è reso necessario trasferire il 75 % dell’introito da oneri di urbanizzazione alla spesa corrente, questo per poter rientrare nei limiti del patto.

Gli oneri di urbanizzazione corrispondono alla “tassazione” che i cittadini pagano per costruire nuovi edifici o per ristrutturare gli esistenti, denaro che dovrebbe essere utilizzato per mantenere in buono stato ad esempio le strade, tanto per rimanere in un tema recente, mentre la spesa corrente è ad esempio quella che serve per pagare le rate del debito comunale. Così, se i conti fossero realmente a posto, non dovremmo ricorrere ad altri mutui e quindi aumento di spesa corrente, per asfaltare le strade comunali oramai devastate.

Abbiamo aspettato un po’ prima di intervenire e dare un’informazione più puntuale sul provvedimento governativo, questo perché non vogliamo che tutto venga inteso come una critica fine a se stessa, anche quando, come in questo caso si tratta di temi concreti che riguardano da vicino tutti i gattinaresi. Da parte nostra non vi è soddisfazione alcuna né volontà polemica quando confermiamo che i conti del Comune non sono assolutamente floridi, ma al contrario in grossa difficoltà e l’attuale Sindaco, come il precedente, sono i maggiori responsabili della situazione.

 

I Consiglieri del Gruppo

L’Unione per Gattinara

Patriarca Franco

Biondi Giuseppe

Lazzarato Giorgio

Rizzato Manuela

12.1.2010  

L’IPOCRISIA

 

La voce della Chiesa cattolica è uno dei pochi argini alla barbarie xenofoba, prepotente e spaventata, e via via più scopertamente razzista di un paese che se ne vantava al riparo. Non ce l'aveva coi "negri", finché non c'erano i negri. Mi sembra importante, a proposito del "qualcosa" che ha scatenato la rivolta degli immigrati a Rosarno, scoprire ora gli impressionanti precedenti, e l'impressionante racconto che in tanti ne avevano fatto. Cito fra gli altri il capitolo del libro di Marco Rovelli, "Servi", Feltrinelli 2009, intitolato alla "Caccia all'uomo" di Rosarno, e il meticoloso rapporto di Medici senza Frontiere, "I FRUTTI DELL’IPOCRISIA. Storie di chi l’agricoltura la fa. Di nascosto", sulle condizioni di vita e di salute dei lavoratori
stranieri impiegati nei campi del Sud Italia, risalente al marzo 2005. (Lo si trova in rete).

 

L'abilità politica è l'abilità di prevedere quello che accadrà domani, la prossima settimana, il prossimo mese e l'anno prossimo. (E di essere così abili, più tardi, da spiegare perché non è accaduto. (Winston Churchill)

 

Pier Vittorio Sodano

 

9.1.2010  

La Rivolta degli Immigrati

 

Ci sono nel mondo, oggi, circa 27 milioni di schiavi. Un numero tre volte superiore alla quantità totale di schiavi deportati dall'Africa in Occidente nel periodo dal 1450 al 1900 (circa 11 milioni e 698 mila esseri umani). La cosa incredibile è che neanche ce ne rendiamo conto. Inorridiamo quando vediamo film sulla tratta di schiavi del passato e non ci accorgiamo che sotto i nostri occhi, attualmente, la situazione è di gran lunga più grave quanto a numero delle vittime (e non solo).

Si potrebbe credere che si tratti di un orrore del passato, destinato a sparire con l'avanzare della modernità. Invece è vero il contrario. Cita uno studio recente e afferma: "La schiavitù è un business in espansione e il numero degli schiavi è in aumento".

 

Il sindaco di Riace, Domenico Lucano si e' detto intanto disponibile ad accogliere alcuni degli immigrati. "Ieri sono stato a Rosarno ha aggiunto Lucano, protagonista da tempo di un ampio progetto di accoglienza e di integrazione per gli immigrati nel suo Comune e l'impressione che ho tratto è stata assurda. Le condizioni in cui vivono questi immigrati sono inumane, peggiori di quelle dei Paesi da dove provengono. E vedendo dove vivono mi sono vergognato di essere italiano. A noi fa comodo utilizzare quelle braccia per il lavoro però mi chiedo come mai questa storia è andata avanti per tanto tempo e nessuno ha mai parlato? Dove sono gli organi di controllo? Quello è tutto lavoro nero collegato con la malavita organizzata". "Pagando questa gente 15 euro al giorno - ha proseguito Lucano - li abbiamo reso schiavi. Il sud in queste ore si è reso protagonista di una brutta pagina”.

 

Gli scontri tra immigrati e popolazione locale avvenuti in questi giorni in provincia di Reggio Calabria "preoccupano" il Vaticano, soprattutto per "le gravi condizioni di lavoro cui sono sottoposti gli immigrati", ma "lo strumento della violenza è da bandire". Lo ha detto il segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone, a margine di una messa nella cappella del governatorato della Città del Vaticano in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario. I fatti di Calabria - ha detto  "preoccupano e affliggono tutti, soprattutto per le gravi condizioni di lavoro cui sono sottoposti gli immigrati, che pure offrono un servizio prezioso all'agricoltura e alla comunità locale". La soluzione, a questo punto, secondo il segretario di Stato, è "un riscatto di vita secondo giustizia. Credo che in questo senso il salmo 71, che invita al rispetto della giustizia e del diritto, aiuti tutti ad agire con modalità positive, ad osservare le leggi, agire secondo giustizia e riportare pace e riconciliazione".

 

La locuzione crimine contro l'umanità definisce le azioni criminali che riguardano violenze ed abusi contro popoli o parte di popoli, o che comunque siano percepite, per la loro capacità di suscitare generale riprovazione, come perpetrate in danno dell'intera umanità.

E' stupefacente come si vogliano tenere gli occhi chiusi su una barbarie di queste dimensioni. E' ovvio che proprio l'immigrazione clandestina, con tutti i traffici che contiene, sia il grande affare di queste mafie spesso ignorate, la cui pericolosità non è certo inferiore a quelle nostrane.

 

Pier Vittorio Sodano

 

Sintesi del Rapporto di Medici Senza Frontiere

 

8-1-2010   Elezioni Regionali

Vedendo in questi giorni per le elezioni Regionali questi enormi cartelloni con immagini pubblicitarie dei politici, mi domando, se non è sproporzione l’ingiustizia economica tra il costo della “politica” e il mondo normale, delle persone che lavorano e fanno fatica ad arrivare alla terza settimana.

A questo proposito, “riferendomi allo spreco di denaro pubblico”, mi torna in mente il discorso che fece all’assemblea generale di Confindustria, del 24 maggio 2007 Luca Cordero di Montezemolo.

La politica è la prima azienda italiana con quasi 180.000 eletti. Il costo della rappresentanza politica nel suo complesso in Italia è pari a quello di Francia, Germania, Regno Unito e Spagna messi insieme. Il solo sistema dei partiti costa al contribuente duecento milioni di €uro l’anno, contro i settantatre milioni della Francia. E mi riferisco solo ai contributi diretti. Stime recenti parlano di un costo complessivo della politica vicino ai 4 miliardi di €uro. La garanzia di un compenso per svolgere attività politica è stata una conquista democratica e come tale va rispettata e difesa. Ma un conto è rispettare la politica e i sui costi, altro è far finta di niente rispetto alla duplicazione delle strutture, degli incarichi, della prebenda in carico alla collettività, a tutta una serie di privilegi che molti politici si auto assegnano. Certo, quelli che dovrebbero modificare questa situazione sono i primi beneficiari. Ma questo non ci esime dal ricordare a tutti che la coerenza dei comportamenti rappresenta la prima legittimazione morale di una classe dirigente.

 

Pier Vittorio Sodano

 

6-1-2010   Bollette del gas

Sull’astrusità delle bollette, e sul dedalo di codici e codicilli e richiami a note a fondo pagine scritte con caratteri di dimensioni infinitesimali, abbiamo avuto in più occasioni, la necessità di capire. Le bollette del gas e il principale strumento nelle mani del consumatore per verificare se il servizio erogato corrisponde a quanto effettivamente consumato. Per quanto riguarda Enel gas mi tocca osservare che nei mesi primaverili ed estivi si mette in conto un consumo “presunto” sempre eccessivo, così come nei mesi invernali di maggior consumo, e arriva la bolletta “gonfiata” del gas firmato Enel. Sembrerebbe poca cosa, ma le cifre in ballo sono enormi. Conti alla mano, considerando un’utenza media che paga 100 €uro di bollette bimestrali e calcolando un 10% di sovrastima, sono 10 €uro che, moltiplicati per 20 milioni di utenti, fanno la bella cifretta di 200 milioni di €uro a bimestre, ovvero 1 miliardo e 200 milioni di Euro l’anno!
Come cittadino mi faccio promotore nel segnalare all’amministrazione comunale di Gattinara “presso l’Enel gestione Gas”, che ai cittadini arriveranno le bollette alquanto salate, riguardo al periodo a cui si riferiscono. Le bollette che avranno in mano i cittadini di “ conguaglio” sarà calcolata da novembre 2009 a fine gennaio 2010. Con un inverno così rigido le cifre da pagare saranno molto alte.

Pier Vittorio Sodano

2-1-2010  
Sorpresa sotto l’albero
 
Dal primo gennaio 2010 aumenti a raffica. Anno nuovo tariffe nuove. Aumentate, ovviamente. Secondo Adusbef-Federconsumatori pagheremo, infatti, 600 euro in più all'anno per una raffica di aumenti che partono dal 1° gennaio. Le due associazioni calcolano che per quanto riguarda i ricari in autostrada ci sarà un esborso aggiuntivo medio di 60 euro all’anno a famiglia. A questo vanno poi aggiunti 26 euro in più all’anno per il gas le cui bollette salgono da oggi del 2,8% rispetto al trimestre precedente, 35 euro in più per l’aumento della Tarsu, la tassa sulla spazzatura, 18 euro in più per i servizi idrici, 130 euro in più in media per l’assicurazione auto con un aumento stimato del 15%. 
Costeranno di più anche i biglietti aerei - che per l’aumento delle tariffe aeroportuali vedranno rincari tra 1 e 3 euro- e quelli dei treni: 65 euro in media in più all’anno. Gli italiani spenderanno di più anche per mutui e servizi bancari: le rate dei mutui avranno incrementi medi di 80 euro all’anno, cui si aggiungono altri 30 euro annui per i servizi bancari. Infine per Adusbef e Federconsumatori gli italiani dovranno sborsare in media circa 90 euro in più all’anno per gli aumenti di benzina e gasolio, 55 euro per fare ricorso contro le multe al giudice di pace, e 1,50 euro in più per il canone Rai che arriverà così a 109 euro. 
Secondo il governo Berlusconi non ci sarà nessun aumento di tasse, è l’unico governo che mantiene le promesse fatte…
 
"Meglio è una piccola verità, che una grande bugia."
(G. Galilei)
 
Pier Vittorio Sodano

 

30 dic 2009  

Tubo, Ambiente, Economia

 

Anche questo fine anno dimostra come sia delicato l’ambiente dove viviamo, precipitazioni atmosferiche prolungate, ma non eccezionali hanno messo e mettono in ginocchio e a volte ucciso, persone le cui case sono state travolte da frane (quasi sempre prevedibili se non annunciate) o allagate da fiumi e laghi che escono dagli argini naturali.

Proprio in questo ultimo elemento si trova spesso la causa del disastro: quali sono gli argini naturali del fiume? Non certo quelli che si vedono nei regimi di portata normale e neppure quelli delle piene periodiche, gli argini naturali sono quelli che il fiume raggiunge nelle sue piene eccezionali, quelle che spesso ci dimentichiamo, ma che nel tempo regolarmente avvengono.

Sono questi gli argini che dovremmo imparare a rispettare.

Così come si dovrebbero rispettare i limiti di colline e montagne e sapere che costruirvi troppo a ridosso consegue di essere, prima o poi, travolti da quello che è un comportamento geologico naturale, cioè la frana verso valle dei pendii scoscesi.

Queste “infrazioni” trovano sempre giustificazioni nel “fare economia”: bisogna costruire, fare, essere produttivi senza riflettere troppo.

Ma l’economia può essere barattata con l’ambiente?

Pare proprio di no. La natura ha leggi precise ed invariabili che dobbiamo conoscere e rispettare, utilizzandole al meglio, non cercare di piegarle alle ragioni economiche, altrimenti siamo perdenti.

E allora  proviamo a rapportare quanto su esposto con il Progetto del Consorzio Baraggia: la realizzazione “del tubo” e della centrale idroelettrica che, forse non tutti sanno, ha le dimensioni di un piccolo condominio.

Le aree interessate dal progetto nel 1968 sono state sommerse dalla piena eccezionale del Sesia.

Costruire infrastrutture grandi ed importanti come quelle collegate alla condotta interrata e la stessa condotta, potrebbero essere un elemento di grave pericolo nel caso del ripetersi del fenomeno, proprio per questo progetti simili hanno necessità di essere valutati con il V.I.A. (Valutazione d’Impatto Ambientale), che non significa solo valutare se l’opera è bella o brutta rispetto al luogo dove viene collocata (cosa comunque importante), ma anche considerare le interferenze ambientali che l’opera considerata può causare. Nel verbale della conferenza dei servizi che doveva valutare l’opportunità di fare il V.I.A. non si legge nulla del genere.

Proprio per individuare e salvaguardare quelli che possiamo definire gli argini naturali, la Regione Piemonte ha fatto uno studio dettagliato: il P.A.I. (Piano Assetto Idrologico), che purtroppo è spesso visto come un limite al costruire invece che un contributo a salvaguardare quello che costruiamo. Piano che per le aree interessate prevede possibilità limitata di costruzione o addirittura il divieto, ma pare che a nessuno interessi.

 

I Consiglieri del Gruppo

L’Unione per Gattinara

Patriarca Franco

Biondi Giuseppe

Lazzarato Giorgio

Rizzato Manuela

30 dic 2009  

La Finanza di Tremonti

 

Anche i magistrati della Corte dei conti scendono in campo contro il governo Berlusconi. Dubitano, infatti, delle coperture di spesa derivanti dalla lotta all’evasione. Niente di nuovo sotto il sole: è la solita “operazione fantasiosa” tanto cara al ministro dell’Economia.

Purtroppo qui su G. siamo un po’ cassandre…ci azzecchiamo, ma chi si ricorderà di coloro che sostenevano che il grande genio della finanza creativa riconvertitosi a paladino del rigore…di cartapesta era in realtà un vero e proprio distruttore dei conti pubblici italiani (per ben 3 volte!)

No, ci toccherà sentire i sedicenti custodi dell’economia tra qualche anno, prendersela con la Visco o il Padoa Schioppa di turno a cui toccherà raccogliere i cocci e chiedere sacrifici ai cittadini o – peggio – addirittura provare ad aumentare la tax compliance degli italiani….

Mi vengono i brividi a pensarci.

 

Pier Vittorio Sodano

29-12-2009  

ASFALTATURE STRADE A GATTINARA

Anche grazie al lavoro svolto dal Consigliere Regionale Alessandro Bizjak, al Comune di Gattinara sono stati assegnati dalla Regione Piemonte € 55.000,00 per lavori di manutenzione e asfaltature strade, fondi previsti dalla Legge Regionale 18/1984 rispetto alla quale il comune aveva presentato domanda, particolarmente seguita nel suo iter dal Consigliere Bizjak.

Speriamo che il Comune possa raddoppiare la disponibilità con fondi propri per intervenire diffusamente nelle strade del territorio, ci pare se abbia particolare bisogno.

Per il Gruppo Consigliare

L’UNIONE per Gattinara

Giorgio Lazzarato

27-12-09   SONDAGGI  ELETTORALI
I dati relativi alle intenzioni di voto degli italiani pubblicati sul
sito ufficiale della Presidenza del Consiglio non danno adito a dubbi.
A venti mesi dalle ultime elezioni politiche Silvio Berlusconi, il suo
partito e i suoi alleati godono di un consenso nel Paese ancora più
grande di quello palesato dal risultato elettorale: e il Natale di
quest’anno è sicuramente ancor più sereno di quello precedente.
Forse sarebbe anche ora di finirla di propalare questi “sondaggi
d’opinione” come fossero l’oracolo di Delfi. Servono solo a chi vuole
conservarsi il potere creando un condizionamento verso chi è incerto.
Quanto alla loro attendibilità, meglio lasciar perdere, e aggiungo:
non è normale veder pubblicati sondaggi elettorali sul sito ufficiale
della presidenza del consiglio, proprio no.
Spesso si risponde alle domande del “sondaggista” con risposte
“obbligate”, nel senso che la risposta che si vorrebbe dare, non è
prevista fra quelle a disposizione; un po come nei quiz della patente:
domande a risposta aperta (tre)ma predeterminata. Quindi anch’io credo
che parlare continuamente di “sondaggi d’opinione” spesso non serva a
capire le reali intenzioni degli elettori ma a “condizionare” gli
indecisi ed i menefreghisti.

Pier Vittorio Sodano
dicembre 2009  

Ospitalità? Parenti stranieri, ma solo se c'è spazio 

 

Giro di vite leghista sugli ospiti delle famiglie straniere.

 

A Montecchio Maggiore (Vicenza) familiari e conoscenti dovranno fare a turno per soggiornare nelle case dei propri amici. Il sindaco Milena Cecchetto infatti ha deciso di estendere l’applicazione dei parametri abitativi anche all’ospitalità temporanea.

Dunque d’ora in poi nel comune vicentino anche i cittadini stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno non potranno ospitare persone (neppure per una sola notte) se la loro presenza comporta il superamento del numero massimo previsto dal dimensionamento dell'alloggio.

Nel dubbio basterà rispettare la rigorosa tabella: una superficie minima di 41 metri quadrati per 1 persona, di 60 per 2 persone, di 70 metri quadrati per 3 persone, 85 per 4,95-5, 110 metri quadrati per 6 persone.

Tra i requisiti abitativi richiesti poi, anche l’obbligatorietà per ogni alloggio di disporre di una stanza da soggiorno o cucina di almeno 15 mq. Le dimensioni minime delle stanze da letto sono le seguenti: 9 metri quadrati per 1 persona, 14 per 2 persone e 21 metri quadrati per 3. Naturalmente le regole valgono per tutti gli ospiti, italiani esclusi.

 

 Tratto da: Il Fatto Quotidiano del 19 dicembre

 

 Pier Vittorio Sodano

 

E' Natale, facciamo due calcoli. Quella grotta quanto poteva essere, una decina di metri in profondità per 6/7 di entrata? Diciamo circa 80 metri quadri, per essere abbondanti. Dentro c'erano già il bue e l'asinello, spazio a norma un po' meno che per persona visto che sono bestie, comunque gli unici autoctoni: circa 40 mq, però sarebbero fuori conteggio.

Maria e Giuseppe, essendo originari della Galilea, in Giudea erano ospiti, i pastori accorsi da tutte le parti potevano anche bivaccare nei dintorni della grotta, intanto erano abituati. Ma i Re Magi, questi sì che erano extracomunitari arrivati con il cammello...(vedi post precedenti): dovevano pure trovare un riparo consono al loro ruolo. E con questi il conteggio farebbe saltare tutti i parametri delle disposizioni di quella sindaco leghista.

E soprattutto non ci sarebbe stato posto per Gesù, ospite principale di quella serie di eventi.

Allora come oggi, dove per Lui non c'è posto nel cuore duro di troppa gente.

Tante storie che guastano l'atmosfera del Natale.